Sentenza Appello Strage Loggia
La Corte d'Appello di Brescia ha respinto l'appello presentato dalla difesa di Marco Toffaloni. L'ex militante neofascista era stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione per il suo coinvolgimento nella strage di Piazza Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974.
La sezione minorenni della Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, chiudendo di fatto un capitolo della lunga vicenda giudiziaria legata all'attentato. La decisione è giunta dopo l'esame delle argomentazioni presentate dai legali di Toffaloni.
Processo di Primo Grado e Ruolo di Toffaloni
Il processo di primo grado si era concluso il 3 aprile 2025 con la condanna di Toffaloni, identificato come uno degli esecutori materiali della strage. Secondo le indagini e le perizie, Toffaloni avrebbe posizionato l'ordigno sotto i portici di Piazza Loggia.
Le prove a suo carico includono una fotografia che lo ritrae sul luogo dell'esplosione, anche dopo il boato. All'epoca dei fatti, Toffaloni aveva meno di 17 anni, motivo per cui è stato giudicato dal tribunale dei minori. Non si è mai presentato in aula durante il processo di primo grado.
Le Argomentazioni della Difesa e le Prove
La difesa di Toffaloni aveva basato il ricorso in appello sulla richiesta di un riesame più approfondito delle prove. Si sosteneva che un'analisi più accurata delle emergenze processuali avrebbe dovuto portare a un'assoluzione.
Un punto centrale del dibattito era una fotografia in bianco e nero, ritenuta dall'accusa prova cruciale. La difesa aveva però sottolineato come la perizia sull'immagine parlasse solo di una «probabile identificazione», non di certezza assoluta. Inoltre, si era evidenziato come dieci testimoni su undici non avessero riconosciuto Toffaloni.
Situazione Attuale e Prospettive Future
Marco Toffaloni, oggi residente in Svizzera, vive sotto un nuovo nome: Franco Maria Müller, cognome dell'ex moglie. Dopo aver vissuto a Sciaffusa, si sarebbe trasferito a Landquart, nel Cantone dei Grigioni, dove risiederebbe da circa un decennio.
La Corte renderà note le motivazioni della sentenza di appello entro 90 giorni. L'unica ulteriore possibilità per la difesa sarebbe un ricorso in Cassazione, ma la vicenda giudiziaria relativa all'esecuzione della strage di Brescia sembra avviarsi verso la conclusione definitiva.