Tragedia a Castel D'Azzano: tre carabinieri morti
Nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 ottobre, una devastante esplosione ha scosso Castel D'Azzano, in provincia di Verona. L'incidente, avvenuto durante un'operazione di perquisizione in un casolare, ha causato la morte di tre carabinieri: il Luogotenente Marco Piffari, il Brigadiere Capo Valerio Daprà e il Carabiniere Scelto Davide Bernardello. Oltre alle vittime, 27 persone tra forze dell'ordine e vigili del fuoco sono rimaste ferite.
L'esplosione, innescata dai residenti dell'immobile, ha provocato il crollo della struttura, travolgendo i militari impegnati nell'intervento. La tragedia ha destato profonda commozione e cordoglio in diverse province, toccando famiglie e comunità legate alle vittime.
Marco Piffari: un uomo dedito al dovere
Marco Piffari, 56 anni, originario di Taranto ma con forti legami in provincia di Brescia, era un professionista stimato nell'Arma dei Carabinieri. Mobilitato per supportare l'operazione a Castel D'Azzano, Piffari era noto per il suo incrollabile senso del dovere. Il fratello Andrea lo ricorda come una persona che aveva fatto dei carabinieri la sua famiglia, sempre pronta a intervenire senza esitazioni.
Gli ex compagni delle elementari di Rezzato, dove Piffari aveva vissuto, lo descrivono come un ragazzo vivace e propositivo, mantenendo un legame speciale anche in età adulta. La sua carriera lo aveva portato a prestare servizio in diverse sedi, accumulando oltre trent'anni di servizio nel Veneziano, dimostrando una dedizione costante al suo lavoro.
Valerio Daprà: una vocazione al servizio
Valerio Daprà, 56 anni, residente a Padova ma nato a Brescia, rappresentava un esempio di vocazione per il servizio. La sua ultima telefonata alla compagna, poche ore prima della tragedia, testimoniava la sua prontezza a intervenire in ogni circostanza. Daprà, che aveva prestato servizio in zone ad alto rischio come Afghanistan e Somalia, era noto per la sua professionalità e umanità.
Nonostante pensasse alla pensione e a un futuro sereno, Daprà indossava la divisa con orgoglio, sentendo profondamente la sua missione. La sua scomparsa, avvenuta in circostanze drammatiche, ha lasciato un vuoto incolmabile tra coloro che lo conoscevano e stimavano.
Davide Bernardello: il sogno di entrare nelle forze speciali
Davide Bernardello, 36 anni, carabiniere scelto, aveva realizzato il suo sogno di entrare nelle Aliquote di Primo Intervento (API). Originario di Camposampiero, Bernardello aveva prestato servizio a Caprino Veronese, dove era ricordato per la sua bontà, precisione e preparazione. La sua ambizione di far parte delle unità speciali lo spingeva a mantenersi costantemente in forma.
Colleghi ed ex colleghi lo descrivono come una persona pacata, calma e riflessiva, sempre disponibile e mai incline alla lamentela. La sua passione per il lavoro e la sua dedizione erano evidenti, rendendo la sua perdita una tragedia per l'intera comunità.