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Commissioni disabilità: più medici a Brescia

La procedura per la certificazione della disabilità in provincia di Brescia sta per subire un'accelerazione significativa. Dopo una fase iniziale caratterizzata da ritardi, si prevede un miglioramento grazie all'impiego di 25 medici del lavoro aggiuntivi messi a disposizione dall'ATS di Brescia. Questi professionisti opereranno in orario extra per rafforzare le commissioni valutative, ora in capo all'INPS.

L'iniziativa nasce dalla necessità di superare le criticità emerse durante la fase sperimentale della riforma. L'obiettivo è garantire un servizio più efficiente e rapido per i cittadini, assicurando che nessuno venga lasciato indietro. Questo sforzo congiunto mira a riportare la situazione alla normalità, dopo un calo iniziale delle richieste.

Nuove sedi e personale per le commissioni

Attualmente, le commissioni per la certificazione della disabilità operano in tre sedi: Brescia, Chiari e Desenzano. A queste si aggiungerà presto una nuova sede in Valcamonica, per cui si sta completando l'iter di reclutamento del personale necessario. Questa espansione territoriale mira a coprire in modo più capillare le esigenze della provincia.

La composizione delle commissioni è stata ampliata. Oltre ai medici legali, ora possono farne parte specialisti del lavoro o igienisti con almeno un anno di esperienza. Questa flessibilità normativa, introdotta recentemente, permette di ottimizzare le risorse e le competenze disponibili.

L'esperienza bresciana a supporto di altre province

L'ATS di Brescia si è offerta di condividere la propria esperienza con altre province lombarde che stanno avviando la sperimentazione della riforma. Il direttore Claudio Vito Sileo ha sottolineato la disponibilità a fornire consulenza per evitare gli errori commessi in fase iniziale, frutto di un apprendimento avvenuto «a spese dei cittadini».

Questa collaborazione è particolarmente importante per province come Milano, dove l'avvio della sperimentazione ha incontrato difficoltà significative. La carenza di medici e stipendi non competitivi rappresentano ostacoli notevoli per l'INPS milanese, che necessita di un numero elevato di commissioni per far fronte alle richieste.

Ritorno alla normalità per le richieste

La nuova procedura di certificazione aveva inizialmente causato un drastico calo delle richieste. Le tre ASST bresciane, che prima della riforma gestivano circa 2500-3000 richieste mensili, hanno visto questo numero ridursi a circa un centinaio nei primi tre mesi del 2025. Tuttavia, la situazione sta gradualmente migliorando.

Le richieste sono in costante aumento e si avvicinano ai numeri pre-riforma, attestandosi ora intorno alle 1800 unità mensili. Questo trend positivo indica che il sistema sta ritrovando un equilibrio e che le misure implementate stanno dando i loro frutti, riportando il servizio verso una piena operatività.