La controversia sul pedaggio della Corda Molle continua, con uno sconto del 50% per i residenti fino al 2043. Critiche puntano il dito contro la Provincia per la gestione della vicenda.
Critiche alla gestione del pedaggio
La vicenda del pedaggio della Corda Molle viene definita una «telenovela simile a una farsa». Le critiche provengono da esponenti politici che accusano la Provincia di aver gestito male la situazione. Si sottolinea come l'ente abbia «coperto le bugie» di figure politiche di rilievo nazionale. Le promesse iniziali di gratuità per i residenti sono state sostituite da uno sconto del 50%.
Questa modifica ha generato malcontento tra i pendolari, che si trovano ad affrontare una situazione poco chiara e con poche certezze. La responsabilità della confusione viene attribuita direttamente alla Provincia, accusata di aver gestito in modo inefficace la questione.
Poche certezze sulla nuova tariffa
Durante una recente riunione in Regione, presieduta dall'assessore ai Trasporti Claudia Terzi, sono emersi dettagli che non hanno chiarito completamente la situazione. L'unica certezza è che Autovia Padana ha ridotto del 50% il pedaggio per 23 Comuni, inclusa la città di Brescia, fino al 2043. Questa misura riguarda i residenti.
Il vicepresidente del Consiglio regionale, Emilio Del Bono, evidenzia come non sia chiaro il criterio di calcolo dei mancati introiti. Si parla di circa 3 milioni di euro annui, una cifra inserita nel Piano economico finanziario. Tuttavia, questo piano non è ancora stato reso pubblico. Del Bono ipotizza che, se i 3 milioni fossero una sovrastima, si potrebbe negoziare un'ulteriore riduzione delle tariffe.
La Provincia ha modificato l'ipotesi iniziale di agevolazioni. L'Avvocatura ha segnalato l'impossibilità di destinare risorse solo ad alcuni Comuni, per evitare ricorsi da parte degli altri. Ora si parla di un beneficio generale per tutti i residenti provinciali. Restano però dubbi sulla reale entità e sulle modalità di applicazione di questo sconto.
Dubbi sulle risorse finanziarie
Un altro punto critico riguarda la provenienza dei fondi necessari a coprire la riduzione del pedaggio. Il deputato Fabrizio Benzoni solleva interrogativi sulla sostenibilità finanziaria dell'operazione. Autovia Padana potrebbe vedere un mancato introito totale di 51 milioni di euro fino al 2043.
Benzoni si chiede se questo comporterà un allungamento della concessione dell'autostrada A21. La Provincia, dal canto suo, non ha effettuato variazioni di bilancio, sollevando il dubbio su come verranno reperite le risorse. Una richiesta di accesso agli atti da parte di Benzoni al Mit ha chiarito che non sono previsti contributi ministeriali per queste agevolazioni.
I dati sui flussi di traffico non sono ancora stati divulgati. Non vi sono precisazioni sull'eventuale esclusione dei mezzi pesanti dal pedaggio ridotto. Benzoni conclude osservando che la richiesta dei dati della carta di credito da parte di Autovia Padana durante la fase di registrazione per i benefici suggerisce una sfiducia nella riuscita dell'accordo.