La questione del pedaggio Corda Molle a Brescia si trasforma in una farsa secondo esponenti politici. Critiche rivolte alla Provincia per presunte coperture di "bugie" ministeriali e poca trasparenza sulle agevolazioni per i residenti.
Pedaggio Corda Molle: una telenovela senza fine
La vicenda del pedaggio Corda Molle è stata definita una vera e propria telenovela. I politici Emilio Del Bono e Fabrizio Benzoni la paragonano a una farsa. Sottolineano come i pendolari abbiano poco da sorridere. La responsabilità del caos attuale viene attribuita alla Provincia. La accusano di aver coperto affermazioni ritenute false del ministro Matteo Salvini.
Recentemente si è tenuta una riunione in Regione. L'assessore ai Trasporti Claudia Terzi l'ha presieduta. L'incontro non ha portato chiarezza sulla questione. Del Bono e Benzoni esprimono perplessità. Ritengono che molti aspetti rimangano oscuri. La situazione crea incertezza per i cittadini.
Scarse certezze sullo sconto del 50%
Le uniche certezze emerse riguardano lo sconto del 50% sul pedaggio. Questo beneficio è destinato a 23 Comuni, inclusa Brescia. La scadenza prevista è il 2043. La società Autovia Padana ha confermato questa riduzione. La copertura finanziaria di questo sconto è il nodo cruciale.
Emilio Del Bono evidenzia come Autovia Padana dichiari la necessità di circa 3 milioni di euro annui. Queste cifre sono state inserite nell'aggiornamento del Piano economico finanziario. L'Autorità di regolazione dei trasporti ha giudicato ammissibile il piano. Tuttavia, nessuno ha ancora potuto visionarlo. Manca chiarezza sui criteri di calcolo utilizzati.
Si ipotizza che i transiti siano stati conteggiati tramite celle telefoniche. La media di percorrenza considerata sarebbe di 9 chilometri. Del Bono solleva dubbi sull'attendibilità di questi dati. Se i 3 milioni fossero una sovrastima, si aprirebbe uno spiraglio. Potrebbe essere possibile negoziare ulteriori riduzioni delle tariffe.
Dubbi sulla ripartizione delle risorse
La Provincia, secondo Del Bono, ha scartato l'idea di agevolazioni mirate. L'Avvocatura ha segnalato il rischio di impugnazioni. Non si possono prevedere risorse solo per alcuni Comuni. Ora si parla di un alleggerimento generico del ticket. Questo dovrebbe riguardare tutti i residenti della provincia di Brescia. Ma i dettagli restano vaghi. Non si sa l'entità, le modalità o i beneficiari precisi.
La questione delle risorse finanziarie è altrettanto spinosa. Fabrizio Benzoni si interroga sulla provenienza dei fondi. Autovia Padana stima una perdita di 51 milioni fino al 2043. Si ipotizza un allungamento della concessione della A21. La Provincia, dal canto suo, non ha effettuato variazioni di bilancio. Benzoni ha richiesto accesso agli atti al MIT. Il Ministero ha specificato che nessuna agevolazione prevede contributi ministeriali.
Mancanza di trasparenza e dati
Benzoni lamenta la mancata pubblicazione dei dati sui flussi di traffico. Non ci sono chiarimenti sull'eventuale esclusione dei mezzi pesanti. La mancanza di certezze è evidente. La richiesta dei dati della carta di credito da parte di Autovia Padana durante la registrazione è significativa. Questo fa pensare che la società prevedesse già un esito negativo dell'accordo. La situazione rimane complessa e poco trasparente per i cittadini.