Cronaca

Monte Isola: Nina, 87 anni, ultima "retaia" al lavoro

23 marzo 2026, 01:21 5 min di lettura
Monte Isola: Nina, 87 anni, ultima "retaia" al lavoro Immagine generata con AI Brescia
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Nina Mazzucchelli Turla, 87 anni, è l'ultima artigiana di Monte Isola specializzata nella creazione di reti. La sua vita è un inno all'antica arte che serviva i pescatori, un mestiere che profuma di lago e tradizione.

L'ultima "retaia" di Monte Isola al lavoro

A Monte Isola, un'anziana signora di 87 anni continua a esercitare un mestiere antico. Nina Mazzucchelli Turla si definisce una "retaia", non una semplice ricamatrice. Le sue mani esperte intrecciano fili di cotone con una maestria che affonda le radici nella storia dell'isola. Per circa ottant'anni, la sua vita è stata dedicata alla creazione di reti.

Questo antico mestiere, legato indissolubilmente alla vita dei pescatori, è un patrimonio di tradizioni che Nina custodisce con orgoglio. La sua abilità è un legame tangibile con il passato dell'isola bresciana. Un'arte che profuma di lago e di storia locale.

Una vita dedicata all'arte del cucito e delle reti

Nina Mazzucchelli Turla è probabilmente una delle ultime artigiane in Lombardia a padroneggiare questa tecnica. La sua arte non è solo un lavoro, ma una vera e propria passione che ha coltivato fin da bambina. Le sue creazioni hanno servito diverse finalità nel corso degli anni.

Ha realizzato migliaia di reti, alcune destinate ai campi sportivi. Pensiamo alle reti per il calcio, che hanno visto passare innumerevoli palloni. Anche quelle per la pallavolo e la pallacanestro sono nate dalle sue mani sapienti. Ogni nodo è frutto di una precisione quasi certosina.

Ma il suo lavoro era strettamente legato anche al lago. Nel retificio di Peschiera Maraglio, un tempo cuore pulsante dell'isola, Nina utilizzava macchinari specifici. Produceva le reti necessarie per la pesca nel Sebino. Un doppio registro di attività, manuale e meccanico, che narra la storia dell'isola.

Oggi, Monte Isola conserva ancora retifici e cantieri navali. Queste attività convivono con il turismo e la pesca professionale, creando un tessuto economico variegato. Nina rappresenta un pezzo vivente di questa storia.

La memoria vivente di Monte Isola

A 87 anni, Nina Mazzucchelli Turla trascende la figura dell'artigiana. È considerata una delle memorie viventi di Monte Isola. La sua testimonianza è preziosa per comprendere il passato dell'isola.

«Ho iniziato a cucire reti da bambina», racconta con un sorriso la signora Nina. «Non avevo ancora dieci anni. Da quel momento non ho mai smesso la mia attività. Ho lavorato principalmente da casa, come molte donne del posto. Ho trascorso anche diversi anni in un retificio, vicino alla riva del lago. Oggi quel luogo ospita un bel ristorante.»

La sua carriera lavorativa è iniziata ufficialmente a 14 anni. Prima di dedicarsi alle reti, ha passato quasi un anno a Capriolo. Lì ha imparato il mestiere di sarta presso la famiglia Gottardi. Tuttavia, la lontananza dalla sua isola natale le pesava troppo.

«Non ho resistito lontana dalla mia isola», confessa. «Mi sentivo triste, nonostante l'affetto delle persone che mi accoglievano. Ho fatto del mio meglio per la mia famiglia. Ho avuto un marito adorato, due figli bravi e dei nipoti meravigliosi. Abbiamo sempre lavorato sodo, senza mai fermarci.»

L'amore incondizionato per la sua isola

Nina nutre un profondo attaccamento per Monte Isola. Non ama particolarmente recarsi sulla terraferma. «Se devo, ci vado», ammette, «ma tutto il mio mondo è qui, sull’isola. Mi sento una donna di lago e di collina.»

Attualmente vive in una delle frazioni più alte, Siviano. Nonostante l'età, continua a dedicarsi alla creazione di reti. Non lo fa più per un guadagno economico, ma per scopi benefici. Le sue reti sono destinate alla parrocchia locale e all'oratorio.

Queste attività mirano a raccogliere fondi per il restauro della chiesa della frazione. Nina esprime grande felicità nel poter contribuire con la sua arte. Utilizza ancora il filato e l'"öcia", l'ago in dialetto isolano. Un legame profondo con le sue radici.

Mentre racconta la sua storia, le mani di Nina si muovono con agilità. Creano meraviglie che uniscono artigianato, storia e generosità. La sua figura è un simbolo di resilienza e attaccamento alla propria terra. Un esempio di come la passione possa superare il tempo.

L'isola di Monte Isola, situata nel Lago d'Iseo, è la più grande isola lacustre d'Europa. La sua comunità è da sempre legata alle attività tradizionali, tra cui la pesca e la lavorazione delle reti. Nina Mazzucchelli Turla incarna questa eredità culturale.

Il suo racconto offre uno spaccato autentico sulla vita delle donne che, con il loro lavoro silenzioso ma fondamentale, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale dell'isola. Un lavoro spesso svolto tra le mura domestiche, in parallelo alla gestione familiare.

La capacità di Nina di adattarsi ai cambiamenti, passando dal lavoro in casa a quello in fabbrica, dimostra una grande flessibilità. La sua scelta di tornare sull'isola dopo l'esperienza a Capriolo sottolinea il forte senso di appartenenza. Un legame indissolubile con la sua comunità e le sue tradizioni.

La sua attuale attività a favore della parrocchia e dell'oratorio evidenzia un altruismo encomiabile. Nina non si ferma, ma continua a mettere a disposizione le sue competenze per il bene comune. Un esempio di come l'artigianato possa avere anche una valenza sociale.

Le sue parole, cariche di semplicità e saggezza, risuonano come un monito all'importanza di preservare i mestieri antichi. L'arte di creare reti non è solo una tecnica, ma un sapere tramandato. Un patrimonio immateriale che rischia di scomparire.

Monte Isola, con la sua bellezza naturale e le sue tradizioni, trova in figure come Nina Mazzucchelli Turla la sua anima più autentica. La sua storia è un inno alla laboriosità, alla resilienza e all'amore per la propria terra. Un racconto che merita di essere ascoltato e ricordato.

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