L'agricoltura lombarda affronta una "tempesta perfetta" con siccità e rincari di carburante e fertilizzanti. Gli agricoltori cambiano colture e temono per la sostenibilità delle loro aziende.
Aumento costi e siccità mettono a dura prova i campi
La situazione nei campi lombardi è critica. Il costo del gasolio agricolo è raddoppiato. I fertilizzanti azotati hanno visto un aumento del 47%. Questa escalation dei prezzi avviene mentre riprendono le lavorazioni nei campi. La siccità primaverile impone inoltre le prime irrigazioni. Molti agricoltori stanno modificando le colture. Abbandonano il mais per scegliere produzioni meno idroesigenti. Questo riduce anche la necessità di carburante per la lavorazione.
Mattia Ferrari, cerealicoltore e presidente dei giovani di Confagricoltura Brescia, descrive la situazione. La crisi internazionale ha innescato questi rincari. Le aziende cerealicole sono particolarmente colpite. Anche le imprese guidate da giovani imprenditori soffrono. Il rischio è una minore competitività sul mercato globale.
Tutti i settori agricoli sotto pressione
L'aumento dei costi non risparmia nessun comparto. Dai cereali al latte, dall'allevamento suino a quello avicolo. Anche il settore florovivaistico è colpito. L'agricoltura è molto esposta agli aumenti. Dipende da energia e carburanti per le attività quotidiane. Le conseguenze negative potrebbero estendersi all'intera filiera agroalimentare. I consumatori potrebbero vedere un aumento dei prezzi.
Un segnale di sostegno è arrivato dal Governo. È stato accolto il credito d'imposta per il gasolio agricolo. Si tratta del 20% per il mese di marzo. Tuttavia, è considerato un palliativo. Si attende di vedere gli sviluppi futuri. La chiusura dello stretto di Hormuz preoccupa. Mette a rischio la tenuta delle imprese agricole nella Pianura Padana.
Preoccupazioni locali e necessità di adattamento
Le imprese agricole di Brescia vivono una fase molto delicata. Lo afferma Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia. Il caro carburanti incide su ogni attività. Dalla lavorazione dei terreni alla raccolta. Dal trasporto dei prodotti al funzionamento delle serre. La situazione ricorda le grandi crisi passate. I margini delle aziende si riducono drasticamente. Il rischio è la sostenibilità economica di molte realtà agricole locali.
L'aumento dei costi arriva in un momento cruciale. Si intensificano gli interventi agronomici dopo il riposo invernale. Il gasolio incide per il 15-20% sui costi totali. Questo vale per orto-florovivaismo, fungicoltura, zootecnia e piscicoltura. Anche la trasformazione dei foraggi e l'irrigazione sono impattate. Fattori esterni hanno già modificato l'agricoltura lombarda. La scelta dei seminativi è cambiata. La superficie dedicata al mais si è dimezzata. Lo scenario attuale porterà ulteriori trasformazioni.