Gori: «Bergamo ha perso l'intesa con Brescia»
Ricordo del Lockdown e la Resilienza di Bergamo
L'ex sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, oggi europarlamentare, ha rievocato i giorni drammatici del 18 marzo 2020, data che ha segnato l'apice della pandemia nella città. Gori ha descritto un clima di smarrimento iniziale, con una città splendida ma deserta, dove il tempo sembrava essersi fermato. In quel contesto di incertezza, l'unica via percorribile era concentrarsi sul lavoro e sull'utilità reciproca, cercando di comprendere la portata della crisi.
La diffusione globale dell'immagine dei camion militari carichi di bare lungo via Borgo Palazzo ha rappresentato un punto di svolta. Questo scatto, trasmesso dai media internazionali e dalla CNN, ha aperto gli occhi al resto del mondo sulla gravità della situazione bergamasca, influenzando positivamente le relazioni con il governo e sul piano internazionale.
L'Impotenza e la Responsabilità di un Simbolo
Gori ha confessato la profonda frustrazione provata di fronte all'impotenza di fronte a una tragedia di tale portata. La sensazione di non poter fare abbastanza per salvare vite umane è stata vissuta come un fallimento personale. Essere al centro dell'attenzione mediatica mondiale, con troupe televisive da ogni dove, ha generato un forte senso di responsabilità.
La decisione di far rientrare le figlie dall'Inghilterra, finita sui tabloid britannici, ha contribuito a far comprendere la drammaticità della situazione anche oltremanica. L'ex sindaco ha sottolineato come il racconto di Bergamo abbia modificato la percezione del Covid nel Regno Unito.
Dalla Tragedia alla Rinascita: Capitale della Cultura
La preoccupazione per l'immagine della città, emersa dopo l'emergenza, ha portato alla nascita dell'idea di Capitale della Cultura, condivisa con Brescia. Questa iniziativa è stata concepita come un orizzonte di speranza per i cittadini e un modo per tracciare una linea di demarcazione rispetto al periodo più buio. Un progetto di riscossa che ha seguito la nomina di Bergamo a Capitale del Volontariato.
Gori ha evidenziato come la città abbia dimostrato una tempra straordinaria durante la pandemia, mettendo l'interesse collettivo al di sopra di quello individuale. Ha ricordato con commozione la risposta dei giovani volontari, oltre mille, che hanno formato un vero e proprio esercito di solidarietà, e l'importanza di iniziative come l'ospedale in Fiera e le numerose donazioni.
Lezioni Apprese e Sfide Future
A sei anni di distanza, Gori riflette sui progressi fatti in campo epidemiologico, con reti di monitoraggio più efficienti e una maggiore rapidità nell'individuazione dei casi. Tuttavia, critica la lentezza dei progressi nella medicina territoriale, sottolineando come un modello simile a quello veneto, con tamponi effettuati anche dai medici di base, avrebbe potuto salvare molte vite.
L'ex sindaco lamenta un indebolimento del sentimento di comunità e dell'alleanza tra Bergamo e Brescia, nata con la Capitale della Cultura. Nonostante i progetti del Pnrr, che hanno privilegiato le infrastrutture, Gori ritiene che l'Italia non sia diventata più dinamica, perdendo un'occasione di modernizzazione.
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