Un artigiano di 45 anni, padre di sei figli, è deceduto a Ospitaletto dopo una caduta da un tetto. L'incidente solleva interrogativi sulla sicurezza nei lavori in quota.
Tragico incidente sul lavoro a Ospitaletto
Un gravissimo incidente sul lavoro si è verificato a Ospitaletto, in via Tobagi. Un artigiano di 45 anni, Massimiliano Lauro, è precipitato da un tetto. L'uomo, residente a Gavardo, è deceduto sul posto nonostante i tentativi di rianimazione. L'incidente è avvenuto giovedì scorso.
Massimiliano Lauro si trovava sul tetto di un'abitazione per effettuare un sopralluogo. Stava verificando le condizioni delle grondaie, ostruite da detriti. Il proprietario dell'immobile lo aveva incaricato di questo intervento di manutenzione. L'altezza della caduta è stata stimata intorno ai dieci metri.
Un artigiano conosciuto e attivo nella comunità
La vittima era un artigiano specializzato nella manutenzione e pulizia di tetti e canne fumarie. Massimiliano Lauro era originario del Sudan ma viveva in Italia fin da bambino. Era molto conosciuto a Gavardo, dove in passato aveva gestito un bar nel centro cittadino. Era anche un volontario attivo nella storica festa di Radio Onda d’Urto.
L'uomo era padre di sei figli. La sua morte ha destato profonda commozione nella comunità locale. I soccorritori del 118 sono intervenuti tempestivamente, ma non hanno potuto fare altro che constatare il decesso sul luogo dell'incidente.
Dubbi sulla sicurezza nei lavori in quota
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Chiari. Presenti anche i tecnici dell'Ats, incaricati di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. L'ipotesi più probabile è che Massimiliano Lauro non indossasse adeguati dispositivi di protezione individuale.
Il coordinatore della Uil di Brescia, Mario Bailo, ha espresso forte preoccupazione. «A Brescia da inizio anno siamo già a cinque decessi», ha dichiarato. «Un numero inaccettabile che conferma come la nostra provincia sia ancora drammaticamente esposta».
Bailo ha stigmatizzato la possibile assenza di misure di sicurezza. «I primi rilievi sembrano confermare uno scenario tragico e purtroppo ricorrente: la totale assenza di dispositivi di protezione individuale per i lavori in quota», ha aggiunto. «Come è possibile che nel 2026 si possa ancora salire a 10 metri senza imbragature, ponti di ancoraggio e linee vita previsti per legge?».
«Cadere da un tetto non è un destino inevitabile», ha concluso Bailo. «È una diretta conseguenza della mancanza di prevenzione». La morte di Massimiliano Lauro riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro.
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