Appello per Yana Malaiko: ergastolo richiesto
La Corte d’assise d’appello di Brescia ha iniziato oggi, 25 marzo, l'udienza per riesaminare la sentenza di primo grado relativa al femminicidio di Yana Malaiko. La giovane, di soli 23 anni, fu uccisa nel gennaio 2023 dal suo ex compagno, Dumitru Stratan, 36 anni, a Castiglione delle Stiviere.
Il corpo della ragazza venne rinvenuto tredici giorni dopo, il 1° febbraio, nascosto in un trolley e abbandonato tra Lonato del Garda e Castiglione delle Stiviere, sotto una catasta di legna. L'autopsia aveva stabilito che la morte fu causata da un'asfissia meccanica violenta, con lesioni multiple.
Omicidio premeditato: la richiesta della Procura
Durante l'udienza, il Procuratore generale ha contestato il ricorso presentato dalla difesa, sottolineando la mancanza di pentimento da parte dell'imputato. Successivamente, il Pubblico Ministero Lucia Lombardo ha esposto la ricostruzione dei fatti, sostenendo la premeditazione del delitto.
Sulla base di questi elementi, la Procura ha formalmente richiesto la pena dell'ergastolo per Dumitru Stratan, accusato di omicidio premeditato. La richiesta mira a confermare la gravità delle accuse e a ottenere una pena esemplare.
La presenza del padre e l'appello alla giustizia
Nell'aula del Tribunale di Brescia era presente anche Oleksandr Malaiko, padre di Yana. Pochi giorni prima dell'udienza, aveva diffuso un appello sui social media, invitando la cittadinanza a partecipare al processo.
«Non riguarda solo Yana, riguarda tutte le vittime», aveva dichiarato il padre, auspicando che la partecipazione collettiva potesse rafforzare il percorso verso la giustizia. La sua presenza testimonia il dolore e la determinazione di una famiglia che cerca risposte e giustizia.
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