Danza e Vivaldi: "Il Cimento dell’Armonia" a Brescia
Coreografia su "Le Quattro Stagioni"
Il Teatro Grande di Brescia ospiterà prossimamente uno spettacolo di danza innovativo che reinterpreta un capolavoro della musica classica. L'opera, intitolata «Il cimento dell’armonia e dell’inventione», si basa sulle celeberrime «Quattro stagioni» di Antonio Vivaldi.
La coreografia è firmata da Anne Teresa De Keersmaeker, figura di spicco della danza contemporanea e Leone d’Oro alla carriera nel 2015. La coreografa belga, nota per il suo approccio rigoroso e intellettuale, affronta per la prima volta la musica del compositore veneziano.
Collaborazione e ispirazione
Per questo progetto, De Keersmaeker ha collaborato con il coreografo Radouan Mriziga, definito il suo «figlio del Mediterraneo». Insieme hanno creato un quartetto di danzatori uomini, provenienti da contesti diversi, per esplorare le molteplici sfaccettature della composizione vivaldiana.
L'ispirazione nasce dalla volontà di decostruire e ricostruire la partitura, analizzandone la struttura e le potenzialità espressive. Il lavoro si avvale della consulenza musicale della violinista Amandine Beyer e dell'ensemble strumentale Gli Incogniti.
La sfida della musica iconica
La scelta di un brano così iconico come «Le Quattro Stagioni» è stata dettata dalla volontà di superare la sua immagine consolidata. Come afferma De Keersmaeker, la musica, pur essendo universalmente conosciuta, rischia di essere percepita come scontata o «sfruttata», quasi come un tramonto.
La coreografa sottolinea come questa composizione, spesso relegata a musica «popolare» in senso dispregiativo, nasconda una profondità e una complessità che meritano di essere riscoperte. Il lavoro con Amandine Beyer, già collaboratrice su brani di Bach, ha rafforzato la convinzione nel potenziale di Vivaldi.
Natura, crisi e danza
La musica di Vivaldi, ricca di richiami alla natura e alle sue trasformazioni cicliche, si presta a una riflessione sul rapporto tra l'uomo e l'ambiente. In un'epoca segnata da crisi ecologiche, la danza può diventare uno strumento per interrogarsi su questi temi.
«Con la danza possiamo porci delle domande, senza fare affermazioni, ma riflettendo sul passato e il futuro», spiega De Keersmaeker. La sfida consiste nell'immergersi in una musica complessa e multidimensionale, scoprendone la forza vitale e la suspense, spesso celate nelle parti in chiave minore.
La pulsazione segreta di Vivaldi
Radouan Mriziga aggiunge che la musica di Vivaldi possiede già una sua narrativa intrinseca, capace di emozionare e coinvolgere. Sebbene possa apparire familiare al primo ascolto, essa racchiude numerosi racconti, come quelli descritti nei sonetti che il compositore stesso associò alle sue stagioni.
Il processo creativo ha permesso ai performer di scoprire la «pulsazione segreta» di Vivaldi, rivelando strati di significato inediti attraverso la collaborazione tra coreografia, musica e interpretazione.