Disagio giovanile e violenza: l'analisi di Crepet
Lo psichiatra Paolo Crepet interviene sul preoccupante fenomeno dei giovani che ricorrono alla violenza, spesso armati, evidenziando un profondo disagio sociale. Dopo recenti episodi di cronaca, tra cui un tredicenne che ha accoltellato la propria insegnante, Crepet sottolinea come la società stia fallendo nel fornire risposte adeguate ai ragazzi.
Secondo lo psichiatra, la radice del problema risiede in una comunicazione familiare insufficiente e in un'educazione basata sull'eccesso di beni materiali e sulla carenza di regole. «Chi non ha idee, ha violenza», afferma Crepet, collegando la mancanza di prospettive e di stimoli alla crescente aggressività giovanile.
Genitori e istituzioni: le responsabilità
Crepet punta il dito contro un modello educativo disastroso, dove i genitori, spesso assenti o troppo permissivi, non pongono limiti adeguati. L'eccesso di regali, la facilità nell'ottenere beni e denaro senza responsabilità, alimentano una frustrazione latente che sfocia in comportamenti a rischio come alcol, droga e violenza.
Anche le istituzioni, a partire dalla scuola, vengono criticate per non essersi adeguate ai tempi. La scuola dovrebbe offrire alternative concrete al vuoto lasciato dalla rete e dai social media, che invece sembrano favorire il consumismo e la precocizzazione dell'età adulta, senza però fornire gli strumenti per gestirla.
La proposta: maggiore età a 16 anni
Di fronte a questa situazione, Paolo Crepet rilancia la sua storica proposta: abbassare la maggiore età a 16 anni. L'obiettivo è quello di equiparare precocemente i giovani a un livello di responsabilità maggiore, in linea con la loro precoce adultizzazione.
«Se a 16 anni si hanno più diritti e doveri, si è più incentivati a rispondere delle proprie azioni», spiega Crepet. Questa mossa, secondo lo psichiatra, potrebbe stimolare un cambiamento nei comportamenti, spingendo i ragazzi a una maggiore consapevolezza e impegno civile, come dimostrato dalla loro partecipazione al recente referendum.
Le soluzioni: ascolto, regole e progettualità
Crepet delinea una serie di azioni concrete per invertire la rotta. Fondamentale è il recupero dell'ascolto in famiglia, il rispetto delle regole e dei divieti, e l'anticipazione della maggiore età per responsabilizzare i giovani. Inoltre, propone di limitare il business legato ai social media con i minori e di incentivare la scuola a offrire attività concrete e progettualità, sottraendo i ragazzi al vuoto lasciato dalla rete.
«Il fare è la medicina», conclude lo psichiatra, sottolineando l'importanza di dare ai giovani idee e opportunità di realizzazione per contrastare la violenza e la frustrazione.
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