Brescia: Sequestro da 21 milioni su prestiti garantiti
Indagine su finanziamenti PMI
La Procura di Brescia ha disposto un sequestro preventivo per un valore complessivo superiore ai 21 milioni di euro. L'operazione coinvolge un intermediario finanziario con sede a Milano, attualmente in amministrazione straordinaria, e una società di consulenza operante nel bresciano.
L'indagine, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, si concentra su finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese (PMI) assistiti dal Fondo di garanzia gestito da Mediocredito Centrale.
Sviluppi di un'inchiesta pregressa
Le attuali misure cautelari rappresentano un'evoluzione di un'indagine avviata nel novembre 2024. In quella fase, erano già state eseguite misure personali e reali nei confronti dell'amministratore della società bresciana. L'uomo era sospettato di aver ottenuto irregolarmente tre prestiti garantiti dal fondo statale.
Le verifiche successive hanno rivelato che tali finanziamenti erano stati erogati da un istituto di credito milanese, specializzato proprio nell'erogazione di prestiti con garanzia statale tramite Mediocredito Centrale. Si tratta di strumenti finanziari previsti dalla normativa a sostegno dello sviluppo economico delle imprese.
Estensione delle verifiche e ammontare dei prestiti
A seguito di accertamenti e perquisizioni presso la banca milanese, le indagini si sono ampliate. Sono stati identificati complessivamente 370 prestiti per un valore totale di oltre 411 milioni di euro. Questi finanziamenti rientrano nelle agevolazioni previste dalla legge per le PMI.
Le autorità stanno valutando anche la responsabilità amministrativa dell'ente bancario, secondo il decreto legislativo 231/2001, per accertare se eventuali falle organizzative abbiano facilitato le condotte illecite. L'inchiesta ha anche preso in esame le relazioni del commissario giudiziale nominato dal Tribunale di Milano e gli esiti di un'ispezione della Banca d'Italia.
Danno accertato e sequestro
Gli elementi raccolti suggeriscono un danno effettivo e potenziale per Mediocredito Centrale e, di conseguenza, per lo Stato. Il danno già quantificato ammonta a circa 4,2 milioni di euro, relativo a garanzie già attivate. Ulteriori 17 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo per impedire l'escussione di altre garanzie.
Dall'analisi del modello organizzativo della banca e dall'esame dei dispositivi sequestrati, sarebbero emerse criticità nei controlli sul merito creditizio e nelle procedure antiriciclaggio. Queste problematiche sembrano derivare da una carenza organizzativa strutturale. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto il sequestro di circa 4,2 milioni alla banca milanese e 470 mila euro alla società bresciana, oltre al sequestro dei diritti di credito vantati dalla banca verso Mediocredito Centrale per circa 17 milioni.
Questa notizia riguarda anche: