Brescia: sequestro da 21 milioni a Banca Progetto e broker
Sequestro da 21 milioni a Brescia
La Guardia di Finanza di Brescia ha eseguito un sequestro preventivo per oltre 21 milioni di euro nei confronti di Banca Progetto e di una società di consulenza finanziaria legata al broker Paolo Savio. L'operazione rientra in un'indagine su presunti finanziamenti statali erogati a piccole e medie imprese.
L'inchiesta mira a fare luce su possibili truffe aggravate legate all'ottenimento di fondi garantiti dallo Stato. Le indagini sono uno sviluppo di precedenti accertamenti che avevano già coinvolto Paolo Savio, noto broker bresciano.
Coinvolgimento del broker Paolo Savio
Paolo Savio, già arrestato e condannato in passato per vicende analoghe, è accusato di aver indebitamente ottenuto fondi pubblici tra il 2017 e il 2022. Secondo le ipotesi investigative, avrebbe falsificato documenti e bilanci per accedere a finanziamenti, circa l'80% dei quali coperti da garanzie statali.
Savio avrebbe agito anche come intermediario, aiutando altri imprenditori a manipolare i propri conti e a presentare domande di finanziamento, trattenendo una percentuale sui fondi erogati come compenso per i suoi servizi.
Indagini su Banca Progetto e crediti
Le verifiche delle forze dell'ordine hanno interessato anche Banca Progetto, attualmente in amministrazione straordinaria. Sono stati analizzati numerosi crediti garantiti concessi a imprese in presunte difficoltà economiche.
In totale, sono finiti sotto la lente degli inquirenti 370 prestiti per un valore complessivo di 411 milioni di euro. Le indagini hanno tenuto conto anche degli esiti di verifiche condotte dal commissario giudiziale e dalla Banca d'Italia.
Ipotesi di danno allo Stato
La Procura ipotizza una responsabilità amministrativa a carico dell'istituto bancario. Si parla di un danno già patito da Mediocredito, e quindi dallo Stato, pari ad almeno 4,2 milioni di euro, relativi a garanzie già attivate.
Il sequestro preventivo, che include anche questa somma, mira a coprire un potenziale danno aggiuntivo di altri 17 milioni di euro. L'obiettivo è impedire l'attivazione di ulteriori garanzie considerate non regolari e mettere in discussione il modello gestionale della banca.