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Giornalisti del gruppo Citynews, inclusa la redazione di BresciaToday, scioperano per 48 ore contro 5 licenziamenti. L'azienda giustifica la decisione con necessità economiche e strutturali.

Sciopero giornalisti Citynews: 48 ore di astensione dal lavoro

Il Comitato di Redazione e il sindacato Figec-Cisal hanno proclamato uno sciopero. L'astensione dal lavoro durerà 48 ore. Inizia alle 9:00 di lunedì 23 marzo 2026. Terminerà alle 9:00 di mercoledì 25 marzo. Questa è la prima mobilitazione dei giornalisti di Citynews. Il gruppo è uno dei maggiori editori digitali italiani. Lo stato di agitazione era stato avviato il 13 marzo.

La protesta riguarda 57 edizioni locali. Coinvolge anche testate nazionali come Today.it. La ragione principale è la contrarietà alla decisione aziendale. L'azienda ha deciso di licenziare 5 dipendenti. I licenziamenti sono avvenuti senza preavviso. Ci sono state anche interruzioni e rimodulazioni di contratti. Queste hanno interessato 21 rapporti di lavoro in totale. Di questi, 6 a tempo indeterminato e 15 collaborazioni. Alcune di queste collaborazioni erano di lunga data.

Fin da subito, le sigle sindacali hanno richiesto il ritiro dei tagli. Li hanno definiti illegittimi. La motivazione principale è la mancata consultazione preventiva. Questa è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl). È stato chiesto anche l'avvio di un tavolo di concertazione. Questo per discutere le problematiche e trovare soluzioni alternative.

Incontro infruttuoso tra Cdr, sindacato e direzione aziendale

Il 18 marzo 2026 si è tenuto un incontro. Hanno partecipato il Cdr, la Figec-Cisal e la direzione di Citynews. Durante l'incontro, sono state discusse le problematiche di bilancio. L'azienda ha prospettato difficoltà economiche. Le sigle sindacali hanno apprezzato l'apertura. Si è mostrata disponibilità a un maggiore coinvolgimento nelle future decisioni. Tuttavia, le richieste dei lavoratori non sono state accolte.

Né il ritiro dei licenziamenti è stato concesso. Né è stato attivato un tavolo di concertazione. Questo tavolo avrebbe dovuto valutare le soluzioni alternative proposte dai lavoratori. La direzione di Citynews ha chiuso le porte alle richieste. Queste erano sostenute da un mandato chiaro. L'assemblea dei dipendenti aveva votato a favore del Cdr con l'80% dei consensi. La chiusura aziendale ha quindi reso inevitabile lo sciopero.

Il Cdr e la Figec sottolineano la gravità della situazione. Evidenziano come il settore dell'editoria sia afflitto da problemi storici. Crisi, incertezze di mercato e normative non giovano. A pagarne le conseguenze sono i lavoratori. La perdita del posto di lavoro è un duro colpo. Inoltre, si indebolisce un presidio democratico fondamentale: l'informazione. La mancanza di notizie accurate e approfondite danneggia i cittadini.

Le sigle sindacali chiedono a Citynews di riconsiderare i licenziamenti. Vogliono un segnale tangibile di apertura. Chiedono di bloccare i licenziamenti. Sollecitano l'attivazione del tavolo di concertazione. L'obiettivo è salvaguardare i posti di lavoro. Si auspica una soluzione che tuteli sia l'azienda che i suoi dipendenti.

La replica di Citynews: "Necessari interventi strutturali"

In risposta allo sciopero proclamato, Citynews ha fornito la propria versione dei fatti. L'azienda dichiara di trovarsi in una situazione economica complessa. Questa ha reso necessari alcuni interventi strutturali. Negli ultimi anni, i ricavi pubblicitari sono cresciuti meno dei costi. Il costo del personale giornalistico è raddoppiato in quattro anni.

Nonostante alcune riduzioni nei settori commerciale e marketing, gli ultimi due esercizi non si sono chiusi in pareggio. L'azienda ha quindi dovuto intervenire anche nell'area editoriale. Quest'ultima non aveva subito riduzioni fino a quel momento. Citynews precisa che circa la metà dei collaboratori menzionati nelle comunicazioni sindacali ha accettato una rimodulazione del rapporto. Sono tuttora attivi. Nei restanti casi, le proposte aziendali non sono state accettate.

L'azienda afferma di aver offerto un'integrazione economica aggiuntiva. Questa si aggiunge alle tutele previste dalla legge. A tutti i dipendenti è stato garantito il pieno supporto legale. Questo anche in caso di cause in corso, nonostante l'interruzione del rapporto di lavoro. Citynews ricorda i suoi 15 anni di attività. Sottolinea di aver sempre affiancato i propri lavoratori nei momenti difficili. Ha sostenuto trasferimenti e riorganizzazioni per venire incontro alle esigenze individuali. Ha sempre difeso i propri giornalisti in sede giudiziaria. Non ha mai distribuito dividendi, reinvestendo le risorse nell'azienda e nella crescita dei dipendenti.

L'azienda ritiene che questo sciopero sia in contrasto con la storia di Citynews. Afferma di aver dimostrato concretamente di stare dalla parte dei suoi lavoratori per 15 anni. Citynews conta circa 600 persone. La sostenibilità economica dell'azienda è vista come l'unica garanzia concreta per i posti di lavoro di tutti. La direzione confida in una soluzione che preservi la salute finanziaria e occupazionale del gruppo.