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La Corte d'appello di Brescia ha dichiarato inammissibile il ricorso di Marco Toffaloni, condannato per la strage di piazza della Loggia. La decisione è motivata dalla mancata volontà dell'imputato di proseguire il procedimento.

Mancata procura, scelta consapevole

La Corte d'appello dei minorenni di Brescia ha emesso una sentenza significativa. Hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal difensore di Marco Toffaloni. La condanna in questione è di 30 anni. Riguarda la strage avvenuta in piazza della Loggia a Brescia. La motivazione principale risiede nella mancata procura per impugnare la sentenza. I giudici hanno interpretato questa assenza non come un mero impedimento formale. L'hanno definita invece «il segno di una scelta consapevole» da parte dell'imputato.

Secondo quanto scritto dai giudici, Toffaloni era pienamente informato del procedimento a suo carico. Diversi elementi supportano questa tesi. Ci sono stati contatti con la magistratura italiana. È stata nominata una difesa di fiducia. Inoltre, è stato svolto un interrogatorio a Berna nel 2015. Questi fatti portano la Corte a concludere che l'assenza del mandato necessario per l'appello indica una mancanza di interesse a proseguire il processo.

Condanna per la strage di piazza della Loggia

Marco Toffaloni, ex militante di un'area neofascista veronese, è stato condannato per il suo coinvolgimento. La sua pena riguarda la fase esecutiva dell'attentato. L'attentato ebbe luogo il 28 maggio 1974 in piazza della Loggia. Questo tragico evento causò la morte di 8 persone. La sentenza della Corte d'appello rafforza la condanna originale.

La Corte ha anche affrontato un altro punto sollevato dalla difesa. Si discuteva dell'applicabilità della norma introdotta dalla riforma Cartabia ai procedimenti minorili. I giudici hanno respinto questa eccezione. Hanno stabilito che, in assenza di disposizioni specifiche per il rito minorile, si applicano le regole generali del codice di procedura penale.

Possibile ricorso in Cassazione

La decisione presa dalla Corte d'appello di Brescia non è definitiva. Può ancora essere impugnata. Il prossimo passo possibile è un ricorso alla Corte di Cassazione. Il difensore, l'avvocato Marco Gallina, potrà procedere con questa azione legale. Non sarà necessaria una nuova procura da parte di Toffaloni. L'imputato risiede da diversi anni in Svizzera. Lì vive con il nome di Franco Maria Muller. Possiede anche un passaporto elvetico. Il termine ultimo per presentare il ricorso in Cassazione scadrà all'inizio di settembre.