A Brescia si registra un numero record di residenti stranieri nel 2025, con un aumento significativo rispetto all'anno precedente. La provincia conferma la sua posizione come una delle più popolose d'Italia per presenza straniera.
Aumento residenti stranieri a Brescia città
La città di Brescia ha raggiunto un traguardo storico. Al 31 dicembre 2025, i residenti stranieri hanno toccato quota 39.130. Questo dato rappresenta il 19,4% del totale della popolazione cittadina. Si tratta di un incremento di circa 900 persone nell'ultimo anno.
Tra i residenti stranieri, 19.924 sono uomini e 19.206 sono donne. Questi numeri confermano una tendenza in crescita già osservata negli anni precedenti. L'analisi demografica evidenzia una stabilizzazione della presenza straniera.
Dati provinciali e confronto nazionale
Anche la provincia di Brescia vede un aumento dei residenti stranieri. Tuttavia, il dato provinciale non ha ancora raggiunto il picco registrato nel 2016. Attualmente, i residenti stranieri in provincia sono 158.990. Di questi, 80.561 sono uomini e 78.429 sono donne.
La provincia bresciana si posiziona al quarto posto in Italia per numero di stranieri residenti. È preceduta solo da Roma, Milano e Torino. In Lombardia, si conferma la seconda provincia per presenza straniera. La regione lombarda rimane la prima in Italia per immigrazione.
Integrazione e radicamento nel territorio
La presenza straniera nel Bresciano è ormai strutturale. Essa è strettamente legata al tessuto produttivo locale. L'industria manifatturiera, l'agricoltura e i servizi alla persona beneficiano di questa manodopera. Franco Valenti, referente regionale del Dossier statistico immigrazione, sottolinea la capacità di accoglienza di Brescia.
«La città di Brescia, sin dagli anni Novanta del Novecento, ha dimostrato una grande capacità di accoglienza», spiega Valenti. Inizialmente arrivavano soprattutto uomini. Successivamente, i ricongiungimenti familiari hanno portato a un aumento delle donne. Questo dato cittadino indica una stabilizzazione.
Stabilizzazione significa anche casa, lavoro, istruzione e progetti di vita. Si osservano nuove nascite e partecipazione alla vita sociale e culturale. Persone con background migratorio sono presenti nei consigli comunali e di quartiere. È un'evoluzione naturale.
Sfide economiche e stili di vita
Chi vive a Brescia, anche con origini straniere, adotta stili di vita locali. Si confrontano con la denatalità e l'invecchiamento della popolazione. Questi fenomeni riguardano anche la popolazione non nativa, seppur con dinamiche diverse. Crescere figli a Brescia è più costoso che in altre aree del mondo.
«Avere 4 o 5 figli da crescere a Brescia è sicuramente molto più costoso che in un villaggio dell’Africa, o del Bangladesh», afferma Valenti. La popolazione non nativa affronta difficoltà economiche. Molti non riescono a soddisfare bisogni primari come casa e stipendi dignitosi. Questo crea fasce di povertà.
Distribuzione nei quartieri bresciani
Le statistiche demografiche del Comune di Brescia offrono un quadro della distribuzione. Al 1° gennaio 2025, il quartiere Fiumicello registra la maggiore presenza straniera, con il 38,7%. Seguono Primo Maggio (33,5%) e Centro storico nord (30,7%).
Altre zone con alta incidenza sono Don Bosco (29,3%), Chiesanuova–Noce–Girelli (26,9%) e Centro storico sud (26,1%). All'estremo opposto, il quartiere Villaggio Violino ha l'incidenza più bassa, con l'8,3%. Seguono San Polo Cimabue (9,7%) e Mompiano (10%).
Altri quartieri con percentuali inferiori al 12% includono Villaggio Prealpino (11,9%), Buffalora (10,8%) e Caionvico (10,5%). Quartieri come Casazza (14,8%), Villaggio Sereno (14,5%) e Urago (14,4%) si attestano attorno al 13-14%. San Bartolomeo (13,7%) e Folzano (13,3%) rientrano in questa fascia.
Acquisizione della cittadinanza
L'acquisizione della cittadinanza italiana è un indicatore di stabilizzazione. Chi la ottiene non è più conteggiato come straniero. Tuttavia, mantiene la propria cultura d'origine. Nel 2024, la Prefettura ha assegnato 5.523 cittadinanze italiane. Questo dato è quasi il doppio rispetto alle 2.867 del 2023. I dati provengono dal MigraREport 2025 del CIRMiB.