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Il mondo del calcio piange la scomparsa di Mircea Lucescu, figura leggendaria che ha segnato la storia del Brescia con due promozioni in Serie A. La sua eredità sportiva e umana rimane indelebile.

Addio a un tecnico iconico

La notizia della morte di Mircea Lucescu ha destato profonda commozione. L'allenatore, spentosi a Bucarest all'età di 80 anni, era una figura di spicco nel panorama calcistico internazionale. La sua ultima panchina risale al 26 marzo, guidando la Romania in una semifinale play-off per i Mondiali.

Lucescu era ricoverato da una settimana all'Ospedale Pediatrico di Bucarest. Si era sentito male durante una riunione tecnica con la nazionale rumena. La sua dedizione al calcio era tale da spingerlo a recarsi a Istanbul nonostante il parere contrario dei medici. «Non sono un codardo», aveva dichiarato, «non posso abbandonare la mia squadra in un momento così importante».

Poche ore prima di essere dimesso, ha subito un doppio infarto. Il suo trasferimento in terapia intensiva è stato seguito dal decesso, avvenuto il 7 aprile. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel cuore di molti.

L'era Lucescu a Brescia

Brescia conserva un ricordo speciale di Mircea Lucescu. Fu il primo allenatore sotto la gestione di Gino Corioni. Sotto la sua guida, la squadra biancazzurra ottenne la promozione in Serie A per ben due volte. Le stagioni 1991-1992 e 1993-1994 furono segnate dai suoi successi.

Oltre alle promozioni, Lucescu portò il Brescia alla vittoria del Trofeo Anglo-Italiano. La finale si disputò a Wembley contro il Notts County, vinta per 1-0 grazie alla rete di Ambrosetti. Questi trionfi consolidarono il suo legame con la città e i suoi tifosi.

Con 37 trofei vinti, Lucescu si posiziona come il terzo allenatore più vincente nella storia del calcio. Superato solo da leggende come Sir Alex Ferguson (49) e Pep Guardiola (40). Un palmarès impressionante che testimonia la sua carriera straordinaria.

Una carriera internazionale

La carriera di Mircea Lucescu non si limita all'Italia. Ha allenato diverse squadre in patria, tra cui Corvinul, Dinamo Bucarest e Rapid Bucarest. In Italia ha guidato anche Pisa, Reggiana e l'Inter.

La sua esperienza si estende alla Turchia, dove ha allenato Galatasaray e Besiktas. In Ucraina ha ottenuto grandi successi con lo Shakhtar Donetsk, conquistando la Coppa UEFA nel 2009. Ha anche guidato la Dinamo Kiev e lo Zenit San Pietroburgo in Russia.

Lucescu ha avuto anche due esperienze alla guida della nazionale rumena. La prima dall'81 all'86, la seconda dal 2024 fino ai giorni scorsi. Ha inoltre allenato la nazionale turca dal 2017 al 2019.

Lucescu calciatore e uomo

Prima di diventare un allenatore di successo, Mircea Lucescu fu un calciatore di talento. Ha giocato in Romania, vestendo le maglie di Dinamo Bucarest, Sportul Studentesc e Corvinul. Centrocampista-ala dotato di grande tecnica, vanta 64 presenze e 9 reti con la nazionale rumena.

Lascia la moglie Nely e il figlio Razvan. Quest'ultimo, ex portiere, ha intrapreso la carriera di allenatore, guidando il Paok Salonicco alla vittoria di 2 Scudetti e 2 Coppe di Grecia.

A Brescia, Lucescu manteneva un forte legame. Tornava spesso, 2-3 volte l'anno, e possedeva una casa a Desenzano. Il suo punto di riferimento era l'amico fraterno Angiolino Rizzola, scomparso nel luglio 2024. Le loro tavolate alla pizzeria Bella Napoli, con la moglie Lidia e altri amici come Adelio Moro, sono rimaste leggendarie. Lucescu amava ordinare spaghetti al pomodoro e pesce alla griglia.

Ora, si immagina che Lucescu e Rizzola si ritrovino lassù, a parlare ancora del Brescia, squadra che entrambi portavano nel cuore. La loro amicizia e la passione per il calcio continuano a vivere nei ricordi.

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