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Grandi cantieri in corso a Brescia mettono a repentaglio la sopravvivenza di diverse colonie feline. I volontari denunciano la mancanza di spazi sicuri per gli animali e l'assenza di dialogo con le autorità comunali.

Cantieri minacciano gatti randagi

Diverse aree di Brescia sono interessate da importanti lavori di costruzione. Questi interventi stanno creando serie difficoltà per le colonie feline presenti sul territorio. I volontari dell'associazione «Arca degli Ultimi» lanciano un appello urgente. Chiedono al Comune di Brescia di intervenire per garantire la sicurezza degli animali.

Le zone più critiche includono la Pietra, la Caffaro, la Piccola di via Orzinuovi, via Eritrea e via Serenissima. In queste aree si concentrano i maggiori cantieri. La preoccupazione principale riguarda la mancanza di luoghi adeguati dove ricoverare temporaneamente i gatti.

I volontari avevano richiesto un incontro con la sindaca nei mesi scorsi. Tale confronto, però, non si è mai concretizzato. Nel frattempo, i lavori proseguono senza sosta.

Situazione critica alla Pietra

Particolarmente complessa è la situazione alla Pietra, in via Dalmazia. Qui una colonia felina storica, situata tra i cancelli 1 e 2, era gestita con punti di alimentazione e sterilizzazioni. L'avvio delle demolizioni ha interrotto questo equilibrio.

I volontari hanno tentato di ottenere uno spazio per gli animali. Nonostante gli sforzi, non hanno ricevuto risposte positive. Un progetto per concentrare i gatti in un'unica area è fallito. L'impossibilità di accedere regolarmente e fornire cibo ha reso il piano irrealizzabile.

Attualmente, la colonia si trova in un ambiente ostile. Le demolizioni e le macerie creano pericoli costanti. I volontari sottolineano che, per legge, le colonie non vanno spostate. Questo caso, tuttavia, è considerato grave per la perdita dei punti di riferimento degli animali.

Strutture distrutte e accesso negato

La situazione è peggiorata ulteriormente di recente. Tutte le strutture destinate ai gatti, sia all'interno che all'esterno del cantiere, sono state distrutte. Ai volontari è stato inoltre ristretto l'accesso per portare cibo ai felini.

I volontari criticano le decisioni prese per gestire l'emergenza. La chiusura dei punti di alimentazione è vista come una scelta inadeguata. Essere esclusi dai processi decisionali aggrava la loro preoccupazione.

Le sterilizzazioni, intervento fondamentale, procedono lentamente. Si teme un aumento delle nascite a breve. L'associazione «L’Arca degli Ultimi» mira a trovare una strategia comune contro il randagismo.

Altri fronti critici e richieste

Anche in altre zone la situazione è allarmante. Alla Caffaro, circa dieci gatti sono distribuiti in tre punti. Si attende di sapere dove trasferirli con l'avanzare del cantiere.

Alla Piccola, i volontari hanno trovato distrutti gli spazi con le casette, che ospitavano almeno 15 gatti. Via Eritrea è segnalata come un'altra area a rischio futuro. In via Serenissima, presso la Cauto, un nuovo cantiere richiederà lo spostamento della colonia.

Le richieste al Comune di Brescia rimangono invariate. Si necessita di uno spazio coperto per lo stallo degli animali. È fondamentale poter accedere ai cantieri per recuperarli. Soprattutto, si chiede un confronto istituzionale rapido. L'emergenza, infatti, è già in corso.