La provincia di Brescia vede un aumento del 7% nella richiesta di lavoratori somministrati nel secondo semestre del 2025. Questo dato segna una prima inversione di tendenza positiva dopo un periodo di calo.
Crescita della domanda di personale temporaneo
Nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2025, le agenzie per il lavoro hanno registrato un incremento del 7% nelle richieste di personale somministrato. Questo dato rappresenta un segnale incoraggiante per il mercato del lavoro bresciano. È la prima volta da inizio 2023 che si osserva una variazione positiva. Le precedenti rilevazioni semestrali avevano mostrato cali significativi. L'Osservatorio Confindustria Brescia - Agenzie per il Lavoro ha elaborato questi dati. La ricerca è frutto della collaborazione tra Confindustria Brescia, Assolombarda e Confindustria Bergamo. Diverse agenzie per il lavoro del territorio hanno contribuito all'indagine.
La ripresa è stata trainata da diverse categorie professionali. La domanda di impiegati esecutivi è cresciuta del 25%. I conduttori d'impianti hanno visto un aumento del 18%. Gli operai specializzati hanno registrato un +15%. Anche gli addetti al commercio hanno mostrato un incremento del 12%. Al contrario, si è osservato un calo per il personale non qualificato (-9%). Anche i tecnici hanno subito una diminuzione della domanda (-18%).
Figure professionali più richieste a Brescia
Analizzando le richieste delle imprese nella provincia di Brescia, emergono alcune figure professionali particolarmente ricercate. I conduttori d'impianti rappresentano il 22,9% delle richieste totali. Seguono gli operai specializzati, con il 20,4%. Il personale non qualificato costituisce il 17,7% delle richieste. Gli addetti al commercio si attestano al 14,7%. La richiesta di impiegati esecutivi è più contenuta, pari al 13,2%. I tecnici rappresentano l'11,1% delle domande.
Fabrizio Vicari, vicepresidente di Confindustria Brescia, ha commentato i risultati. «La crescita della domanda di lavoro in somministrazione nel secondo semestre 2025 potrebbe rappresentare un segnale di inversione della tendenza», ha dichiarato Vicari. Ha però sottolineato che il contesto rimane complesso. Le imprese affrontano sfide come crisi geopolitiche e aumento dei costi energetici. La volatilità dei mercati e un quadro normativo europeo non sempre allineato ai processi industriali sono altri ostacoli. «La sfida, dunque, è consolidare questa ripresa», ha aggiunto Vicari. È necessario investire su competenze e formazione. Servono anche misure straordinarie dalle istituzioni per stabilizzare il contesto economico.
Le figure professionali più richieste nel dettaglio includono i non qualificati nelle imprese industriali (8,7%). Seguono gli addetti alla logistica (7,2%). Gli addetti alla consegna merci rappresentano il 5,4% delle richieste. Gli addetti all'assemblaggio di prodotti industriali sono al 5,1%. I conduttori di macchinari per la lavorazione della gomma costituiscono il 4,4%. Le figure professionali più difficili da reperire includono alcuni tecnici. Si tratta di tecnici in campo ingegneristico, della produzione e degli acquisti. Anche operai specializzati come montatori, manutentori, fabbri, fonditori e saldatori presentano criticità nel reperimento.