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L'ambasciatore Pasquale Ferrara, intervenendo all'Università di Brescia, ha criticato la politica per aver tradito la diplomazia. Ha sottolineato la necessità di formare nuove generazioni di mediatori per affrontare gli scenari internazionali complessi.

Ferrara: "Politica ha tradito la diplomazia"

L'ambasciatore Pasquale Ferrara ha recentemente tenuto una lectio magistralis presso l'Università di Brescia. L'evento celebrava il decennale del corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali. Ferrara ha espresso un giudizio severo sul ruolo attuale della politica. Egli ritiene che questa abbia tradito la vocazione diplomatica. La sua critica si estende anche ai diplomatici stessi. Li accusa di rinunciare al loro ruolo di promotori del dialogo.

La sua analisi offre uno sguardo critico sul panorama globale. Viene evidenziato un ritorno alle logiche di potenza. L'ambasciatore ha sottolineato come la diplomazia sia messa a dura prova. La sua riflessione parte da Brescia per abbracciare il mondo intero. Il suo intervento è stato accolto con grande interesse. Ha stimolato un dibattito sul futuro delle relazioni internazionali.

Università di Brescia forma 500 laureati

Il corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali dell'Università di Brescia ha raggiunto un traguardo importante. Sono trascorsi dieci anni dalla sua istituzione. Il coordinatore del corso, Damiano Palano, ha evidenziato i successi raggiunti. In questo decennio, sono stati formati oltre cinquecento laureati. Molti di questi hanno raggiunto posizioni di rilievo. Operano in settori pubblici, privati e internazionali. Questo dato testimonia la validità del percorso formativo offerto. L'ateneo bresciano si conferma un centro di eccellenza. Forma professionisti pronti ad affrontare le sfide globali.

La presenza dell'ambasciatore Ferrara è stata particolarmente significativa. Egli vanta una lunga esperienza. È stato anche direttore politico presso il Ministero degli Esteri. Il suo intervento ha permesso di analizzare l'attuale scenario internazionale. Un contesto caratterizzato da un marcato ritorno della politica di potenza. Il preside della facoltà, Andrea Santini, ha sottolineato questo aspetto. Ha collegato le dinamiche attuali a quelle del passato.

Stati Uniti: da alleati a egemoni predatori

L'ambasciatore Ferrara ha tracciato un parallelo storico. Ha ricordato l'inizio della sua carriera, quarant'anni fa. All'epoca, il principale fattore di instabilità in Europa era l'Unione Sovietica. Oggi, la minaccia proviene dalla Federazione Russa. Tuttavia, un cambiamento epocale riguarda il ruolo degli Stati Uniti. Un tempo pilastro della stabilità, oggi la loro condotta è oggetto di critiche. Il Dipartimento di Stato, storicamente sede della "diplomazia riflessiva", appare trasformato.

La "diplomazia riflessiva" prevedeva che il diplomatico non fosse un mero esecutore. Doveva essere un pensatore critico, un paladino del dialogo. Oggi, questo approccio sembra essere in declino. Gli Stati Uniti, secondo Ferrara, hanno assunto un atteggiamento predatorio. Questo si manifesta attraverso coercizione economica, come i dazi unilaterali. Si evidenzia anche un abuso della loro posizione dominante in campo militare. Alcuni studiosi statunitensi definiscono questa condotta una "cleptocrazia". L'ambasciatore cita queste analisi per rafforzare il suo punto di vista.

Esempi virtuosi di mediazione internazionale

Nonostante il quadro critico, l'ambasciatore Ferrara ha voluto sottolineare esempi positivi. La mediazione diplomatica ha prodotto risultati concreti. Ha permesso il ritorno a casa di prigionieri di guerra tra Russia e Ucraina. Ha facilitato la liberazione di gran parte degli ostaggi detenuti da Hamas. Questo è avvenuto grazie a negoziati, non certo tramite "barbari bombardamenti indiscriminati" su Gaza da parte dell'esercito israeliano. Questi episodi dimostrano che la diplomazia, se ben esercitata, può ancora produrre frutti.

Il contesto internazionale attuale rende difficile distinguere tra pace e guerra. Emerge con forza il concetto di "diplomazia coercitiva". Questa forma di negoziazione si basa sulla minaccia di un'azione armata. Essa rappresenta, di fatto, una fase embrionale di conflitto. Nonostante queste complessità, l'ambasciatore Ferrara mantiene una speranza. Auspica che tra le giovani leve, anche quelle formate a Brescia, possano emergere nuovi mediatori. Professionisti capaci di navigare le acque turbolente delle relazioni internazionali.

L'importanza di formare nuovi mediatori

L'intervento dell'ambasciatore Pasquale Ferrara all'Università di Brescia assume un'importanza strategica. In un'epoca segnata da conflitti e tensioni geopolitiche, la figura del diplomatico e del mediatore è fondamentale. La sua critica alla politica non è un atto di sfiducia, ma un appello alla responsabilità. La politica deve riscoprire il valore del dialogo e della negoziazione. Deve tornare a sostenere la diplomazia, anziché indebolirla.

La formazione di nuovi mediatori è una priorità. I giovani laureati in Scienze politiche e relazioni internazionali rappresentano il futuro. Devono essere preparati ad affrontare scenari complessi. Devono possedere gli strumenti per costruire ponti, non muri. L'Università di Brescia, attraverso il suo corso di laurea, svolge un ruolo cruciale in questo processo. L'auspicio è che questi futuri professionisti possano incarnare i valori della diplomazia. Che possano essere i protagonisti di un futuro di pace e cooperazione internazionale.