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Circa 50mila famiglie bresciane lottano per pagare le bollette energetiche, un problema che affligge oltre 100mila residenti. L'aumento dei costi, esacerbato da tensioni internazionali, mette a dura prova i bilanci familiari, specialmente quelli più fragili.

Povertà energetica colpisce 50mila famiglie bresciane

La provincia di Brescia registra una grave situazione di povertà energetica. Si stima che circa 50mila nuclei familiari abbiano difficoltà a saldare le proprie bollette. Questo dato si traduce in oltre 100mila persone, quasi il 9% della popolazione locale, che affrontano questa emergenza.

L'Ufficio Studi della Cgia di Mestre ha evidenziato come la Lombardia sia la regione con il maggior numero assoluto di famiglie in difficoltà. In particolare, Brescia, pur non essendo la metropoli milanese, mostra numeri allarmanti.

La crisi energetica, acuita dalle recenti tensioni in Medio Oriente, sta avendo ripercussioni significative. I prezzi di gas ed elettricità hanno visto un aumento costante. Questo trend negativo sembra destinato a perdurare per diverse settimane, secondo le analisi.

L'impatto dei rincari energetici in Italia

A livello nazionale, la povertà energetica coinvolge circa 5,3 milioni di italiani. Questo si traduce in quasi due milioni e mezzo di famiglie che faticano a sostenere i costi essenziali.

Le regioni del Sud Italia presentano le percentuali più alte di famiglie in difficoltà. La Puglia guida questa triste classifica con oltre 302.500 famiglie. Seguono la Calabria con 143.300 e il Molise con 22.650.

Tuttavia, in termini assoluti, la Lombardia è la regione più colpita. Oltre 331mila famiglie lombarde sono in povertà energetica, per un totale di oltre 720mila persone. Questo rappresenta il 7,2% dei residenti regionali.

Anche altre regioni come la Sicilia e la Puglia registrano numeri elevati, con rispettivamente 302mila e 699mila persone. Il Piemonte segue con 205mila nuclei, mentre la Campania conta quasi 176mila famiglie.

Previsioni e conseguenze economiche

I dati elaborati dall'Ufficio Studi della Cgia si riferiscono al 2024. Tuttavia, i recenti rincari energetici, successivi al conflitto in Iran, suggeriscono un peggioramento della situazione. Si prevede un aumento generalizzato della povertà energetica in tutto il Paese.

I prezzi del gas e dell'energia elettrica sono già aumentati significativamente su base annua. Nel marzo scorso, il prezzo medio del gas alla borsa è stato di 53 euro/MWh, in crescita rispetto agli anni precedenti. Anche l'energia elettrica ha registrato un aumento, attestandosi a 143 euro/MWh.

Questi aumenti record sono legati alla crisi in Medio Oriente. Se il conflitto dovesse protrarsi, i costi potrebbero salire ulteriormente. Ciò avrebbe gravi ripercussioni sui bilanci delle famiglie più fragili.

L'aggravio sui bilanci familiari

I rincari previsti per l'anno in corso dovrebbero comportare un esborso aggiuntivo di circa 5,4 miliardi di euro per le famiglie italiane. Questo importo sale a 6,6 miliardi se si considera il confronto con il 2024.

La Lombardia è la regione che subisce l'aggravio maggiore in termini assoluti, con un aumento di 1,1 miliardi di euro. Seguono il Veneto (+557 milioni), l'Emilia Romagna (+519 milioni) e il Lazio (+453 milioni).

La Cgia lancia anche un allarme specifico per i lavoratori autonomi. Circa il 70% di artigiani e commercianti lavora in proprio. Questi professionisti subiscono il rincaro delle bollette sia come utenti domestici sia come imprenditori, pagando due volte gli aumenti.

Domande frequenti sulla povertà energetica a Brescia

Quante famiglie a Brescia sono colpite dalla povertà energetica?
Circa 50mila famiglie a Brescia affrontano difficoltà nel pagare le bollette energetiche, coinvolgendo oltre 100mila residenti.

Quali sono le cause principali dell'aumento delle bollette?
L'aumento dei costi energetici è legato a diversi fattori, tra cui le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l'incremento dei prezzi del gas e dell'energia elettrica sui mercati internazionali.

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