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Oltre trecento residenti del quartiere Abba a Brescia hanno presentato una petizione contro le antenne installate in via Tredicesima. La richiesta mira a chiarire gli impatti sanitari e acustici, oltre a sollevare dubbi sulla gestione contrattuale degli impianti.

Antenne in via Tredicesima: la protesta dei residenti

La questione delle antenne presenti in via Tredicesima, nel quartiere Abba, è giunta all'attenzione della commissione Ecologia. Una petizione popolare, sottoscritta da più di 300 cittadini, ha acceso il dibattito sulla presenza di questi impianti. I residenti esprimono preoccupazione per i potenziali effetti sulla salute e per il disturbo acustico generato.

Ezio Piva, primo firmatario della petizione, ha portato alla commissione le istanze della cittadinanza. Ha evidenziato un disagio prolungato e la sua personale esperienza di vicino agli impianti. Il rumore emesso dai sistemi di raffreddamento delle antenne per la telefonia è diventato fonte di fastidio quotidiano.

La richiesta principale riguarda la necessità di affrontare questo disagio. I cittadini desiderano inoltre comprendere meglio le possibili conseguenze di un'esposizione continua ai campi elettromagnetici. Le autorità hanno risposto presentando i dati delle rilevazioni effettuate dall'Arpa tra giugno e agosto 2025.

Valutazioni tecniche e contrattuali sulle antenne

L'ingegnere Claudio Bresciani ha chiarito che, secondo le analisi, il principale fattore di disturbo acustico nel quartiere è rappresentato dal traffico veicolare. Le campagne di monitoraggio dei campi elettromagnetici hanno registrato valori ampiamente al di sotto dei limiti di legge. Questi dati, secondo Bresciani, non destano preoccupazioni per la salute pubblica.

Tuttavia, la petizione solleva anche questioni di natura contrattuale. Viene richiesto di visionare il contratto stipulato nel 2017. Questo accordo, della durata di vent'anni, autorizza una società privata a installare antenne sul tetto di un edificio. Il valore del contratto è di 559mila euro, relativi a sette case popolari situate in città.

Carlo Andreoli (FdI) ha sottolineato come il contratto permetta la costruzione degli impianti senza un preventivo avviso al Comune. Sebbene la gestione contrattuale spetti alla commissione Patrimonio, la situazione attuale stimola una riflessione più ampia. Si discute della possibilità per l'amministrazione comunale di dotarsi di un proprio piano elettromagnetico.

Verso un piano elettromagnetico comunale

Paolo Fontana (FI) ha ricordato una mozione approvata in Consiglio sei anni prima, che prevedeva proprio l'adozione di un piano antenne. Fontana ha espresso stupore per il mancato aggiornamento di tale iniziativa. L'assessora Camilla Bianchi ha confermato che un piano antenne è effettivamente previsto. Sarà incluso nella variante al Piano di Governo del Territorio (PGT).

I commissari hanno concordato sull'importanza di questo strumento. Permetterà all'ente di monitorare e gestire l'evoluzione delle diverse situazioni legate alle installazioni di antenne. Viene inoltre sottolineata l'importanza del dialogo con i cittadini.

Andrea Pasotti, presidente del Consiglio di quartiere Urago Mella, ha espresso rammarico per non essere stato informato prima del contenuto della petizione. Pasotti ritiene fondamentale un percorso di informazione e accompagnamento per tranquillizzare la popolazione. Ha aggiunto che, trattandosi di case popolari, il Comune dovrebbe agire con la responsabilità di un inquilino attento.