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Una banda di sette giovani a Brescia è stata condannata a un totale di 28 anni di carcere per una serie di rapine, risse e altri reati. Le pene sono state decise dopo un processo abbreviato.

Rapine e risse: il verdetto a Brescia

La giustizia ha emesso la sua sentenza per un gruppo di sette giovani. Erano stati arrestati la scorsa primavera. Le accuse includono risse, rapine e minacce. Hanno anche affrontato accuse di danneggiamenti e porto d'armi illegale. Un tentato omicidio completa il quadro delle imputazioni.

I sette, con età comprese tra i 20 e i 27 anni, hanno ricevuto il loro verdetto. Quattro di loro hanno scelto il rito abbreviato. La pubblica ministera Chiara Bonfadini ha richiesto pene significative. Il totale richiesto supera i 28 anni di reclusione.

Pene severe per i membri della banda

Il ventenne tunisino Mohamed Essoussi è stato condannato a 13 anni di carcere. Il suo connazionale Karim Elzobary, 24 anni, noto come “Lupo”, residente a Peschiera del Garda, dovrà scontare otto anni e otto mesi. Per Marcello Simoni, 28 anni, di Brescia, la pena è di quattro anni.

Infine, Sedki Heraib, 35 anni, tunisino residente a Torino, è stato condannato a un anno e dieci mesi. Queste decisioni sono il risultato del processo abbreviato. La sentenza è stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare.

Altri imputati e processi futuri

Non tutti i membri del gruppo sono stati giudicati in questa fase. Tredici imputati affronteranno un nuovo processo. L'udienza è fissata per il 2 luglio. Altri tre individui hanno optato per la messa alla prova. Questo percorso prevede attività riparatorie.

Il gruppo era composto da giovani immigrati di seconda generazione. Includeva anche bresciani e tre minorenni. Erano finiti nel mirino della polizia. Questo a seguito di numerose risse e atti violenti. I fatti si sono verificati tra giugno 2024 e gennaio 2025.

Metodi violenti e incompatibilità sociale

Il giudice per le indagini preliminari aveva descritto i giovani come “adusi all’uso della violenza e della prevaricazione”. Li aveva definiti “del tutto incompatibili con le norme comuni del vivere civile”. L'accusa sostiene che fossero pronti a tutto per ottenere denaro e telefoni. I loro metodi includevano pestaggi e accoltellamenti.

Sono stati utilizzati anche machete e cocci di bottiglia. Le risse coinvolgevano il lancio di arredi urbani. L'indagine è partita da un'aggressione in via Orzinuovi. L'episodio è avvenuto fuori da un locale. Ci sono state coltellate, calci e pugni. Sono stati usati anche taser e spranghe. Le ferite hanno colpito anche chi tentava di difendere le vittime.

Domande frequenti

Quali reati hanno commesso i giovani condannati a Brescia?

Quanti anni di carcere sono stati inflitti complessivamente alla banda?

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