Agrivoltaico: un business che preoccupa i cittadini
Un'ondata di pannelli fotovoltaici sta trasformando i paesaggi italiani, sollevando preoccupazioni tra i residenti. L'agrivoltaico, sistema che unisce coltivazioni e produzione di energia rinnovabile, viene presentato come una soluzione ecologica ed economicamente vantaggiosa. Tuttavia, i critici denunciano un impatto negativo sul territorio e sul suo aspetto visivo.
Il sistema prevede l'installazione di moduli fotovoltaici sollevati da terra, tra i 2 e i 5 metri, per permettere la prosecuzione delle attività agricole sottostanti. Se da un lato si celebra l'energia pulita, dall'altro si teme la progressiva alterazione dei paesaggi rurali, con la sostituzione di aree verdi con vaste distese metalliche.
Fornaci: il caso emblematico della provincia di Brescia
Nel bresciano, la frazione di Fornaci è diventata il fulcro del dibattito. I residenti hanno manifestato il proprio disappunto a seguito della locazione di terreni agricoli all'Opera Pia Carboni, un'istituzione legata alla Diocesi bresciana, alla Snam, società attiva nel settore delle infrastrutture energetiche. La notizia ha scatenato l'allarme tra gli abitanti, preoccupati per la possibile invasione di moduli solari nelle vicinanze delle loro abitazioni.
Un comitato spontaneo si è formato, raccogliendo circa 600 firme e organizzando un'assemblea pubblica per esprimere il proprio dissenso. La paura è che la tendenza si diffonda, trasformando ulteriormente il territorio. Si cita l'esempio di Dorno, nel Pavese, dove una porzione significativa del territorio sarebbe già stata occupata da impianti fotovoltaici, con conseguenze visibili sul paesaggio urbano.
Impatto ambientale e immobiliare: le preoccupazioni dei residenti
L'area interessata a Fornaci si estende per circa 21 ettari, situata in prossimità del centro abitato. Oltre all'impatto visivo, i residenti temono che la concentrazione di pannelli fotovoltaici possa generare un effetto isola di calore, contraddicendo gli sforzi del Comune di Brescia volti a mitigare questo fenomeno attraverso il Piano Aria e Clima. Non meno importante è la preoccupazione per il potenziale deprezzamento degli immobili nella zona.
La mobilitazione ha visto la partecipazione di esponenti politici locali e regionali, che hanno espresso solidarietà ma sottolineato le limitate competenze in materia. Le istituzioni, tra Comune e Provincia, si trovano a dover gestire competenze poco definite e margini di azione ristretti, in attesa di direttive più chiare da parte della Regione.
La ricerca di soluzioni e il futuro dell'agrivoltaico
Nonostante l'esistenza di normative come il Decreto aree idonee, che dovrebbe definire i luoghi idonei all'installazione degli impianti, la mancanza di una delibera regionale specifica, bocciata dal TAR, lascia aperte diverse problematiche. Questo vuoto normativo favorisce la presentazione di progetti da parte di grandi gruppi economici, come dimostrano i numerosi mega parchi agrivoltaici in altre regioni italiane.
Il comitato di Fornaci sta cercando di creare sinergie con altre realtà simili, come quella di Mulazzano (Lodi), per rafforzare la propria azione. L'associazione, guidata da Paola Dall’Asta, sta valutando anche il supporto della R.A.L. (Rete Associazioni Lombarde) per ottenere assistenza legale. In attesa di risposte concrete, i cittadini intendono proseguire la loro protesta, anche attraverso iniziative simboliche come l'esposizione di lenzuola alle finestre, dopo la rimozione di uno striscione da parte della Polizia locale.