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La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) e il suo presidente, Gabriele Gravina, commemorano Evaristo Beccalossi, ex calciatore e dirigente, scomparso recentemente. Beccalossi viene ricordato come un talento degli anni '70-'80 e una figura ispiratrice per le nuove generazioni di sportivi.

Evaristo Beccalossi: una carriera luminosa nel calcio

La scomparsa di Evaristo Beccalossi ha lasciato un vuoto nel mondo del calcio italiano. La Figc e il presidente Gabriele Gravina hanno espresso profondo cordoglio per la perdita di quello che viene definito «uno dei giocatori più talentuosi degli anni '70-'80».

Beccalossi, centrocampista offensivo, ha mosso i primi passi nel mondo del pallone con la squadra della sua città, il Brescia. Il suo talento non è passato inosservato, portandolo all'acquisto da parte dell'Inter nell'estate del 1978.

Con la maglia nerazzurra, Beccalossi ha collezionato ben 216 presenze, mettendo a segno 37 reti. La sua permanenza all'Inter è stata segnata da successi importanti: ha conquistato lo Scudetto nella stagione 1979/80 e ha alzato al cielo una Coppa Italia due anni dopo.

Dalle maglie di club alle giovanili azzurre

La carriera di Evaristo Beccalossi non si è limitata all'Inter. Nel corso degli anni, ha indossato con passione le maglie di diverse squadre, tra cui Sampdoria, Monza, Barletta, Pordenone e Breno.

Anche la maglia azzurra ha avuto un posto speciale nel suo percorso sportivo. Ha rappresentato l'Italia con la Nazionale Under 21 in tre occasioni. Successivamente, ha vestito la maglia della Nazionale Olimpica per quattro partite, segnando anche un gol.

Il legame con i colori azzurri è proseguito anche dopo il ritiro dall'attività agonistica. Beccalossi ha ricoperto il ruolo di capodelegazione per le Nazionali Under 20 e Under 19. Con quest'ultima, ha celebrato un importante trionfo nel 2023, conquistando il titolo di campione d'Europa a Malta.

Un'eredità di passione e dedizione

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha voluto sottolineare l'impatto di Beccalossi non solo come atleta, ma anche come persona. «Perdiamo una persona vera», ha dichiarato Gravina, evidenziando la sua dedizione al calcio.

«Un entusiasta del calcio e un riferimento per i giovani», ha aggiunto Gravina. Beccalossi è stato capace di trasmettere la sua passione per lo sport alle nuove generazioni. Il suo ruolo di capodelegazione nelle Nazionali giovanili è stato fondamentale per la crescita di molti ragazzi.

«Ha contribuito alla crescita di tanti ragazzi, ai quali trasmetteva amore per il nostro sport», ha concluso Gravina, ricordando il suo prezioso contributo allo sviluppo del talento calcistico italiano.

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