La Regione Calabria stanzia 186 milioni di euro per 196 interventi mirati alla prevenzione e mitigazione dei rischi legati al maltempo, tra cui alluvioni, frane ed erosione costiera. Il piano, presentato dal Governatore Roberto Occhiuto, mira a rafforzare la resilienza del territorio di fronte ai cambiamenti climatici.
Piano regionale per la difesa del territorio
La Calabria si posiziona all'avanguardia nella gestione delle criticità ambientali. Il Governatore Roberto Occhiuto ha illustrato un piano d'azione completo per la prevenzione e l'intervento contro gli eventi meteorologici estremi. La presentazione è avvenuta in una conferenza stampa presso il consiglio regionale. L'iniziativa è stata concepita per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.
Occhiuto ha condiviso la sua preoccupazione iniziale, manifestata fin dall'inizio del suo mandato nel dicembre 2021. Temeva una chiamata notturna dal direttore generale della Protezione Civile regionale, Costarella, per segnalare emergenze. Per questo motivo, il lavoro di prevenzione è iniziato subito. Erano presenti alla conferenza tutti i responsabili delle attività di ricognizione, monitoraggio e degli investimenti per la mitigazione del rischio.
Accanto al Governatore, vi erano l'assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Difesa del Suolo, nonché vicepresidente della giunta, Filippo Mancuso. Presente anche l'assessore all'Ambiente, Antonio Montuoro. Hanno sottolineato l'importanza di convocare la conferenza stampa a distanza dai recenti eventi alluvionali. Questi eventi hanno colpito duramente le coste calabresi.
«Lo facciamo ora», hanno spiegato, «perché spesso si discute di questi fenomeni solo nell'immediatezza di un ciclone, una frana o un'alluvione. Poi, si dimentica ciò che è necessario fare per mitigare il rischio». L'obiettivo è mantenere alta l'attenzione sulle azioni preventive a lungo termine.
Investimenti per la mitigazione del rischio
La Regione Calabria ha destinato la somma complessiva di 186 milioni di euro. Questi fondi finanzieranno 196 interventi specifici. La ripartizione delle risorse prevede 74 milioni per il rischio alluvione. Altri 62 milioni sono stati allocati per la gestione del rischio frane. Per contrastare l'erosione costiera sono stati stanziati 41,5 milioni. Infine, 8,5 milioni sono dedicati alla manutenzione delle opere marittime.
L'assessore Filippo Mancuso ha evidenziato la lungimiranza dell'azione regionale. La creazione di un dipartimento dedicato alla difesa del territorio ha riunito diverse competenze. Questo approccio favorisce la prevenzione e la programmazione integrata. L'assessore all'Ambiente, Antonio Montuoro, ha rimarcato il ruolo cruciale dell'Arpacal. L'agenzia, tramite il suo centro funzionale multirischi, garantisce previsioni meteorologiche costanti. Analizza in anticipo l'evoluzione dei sistemi perturbanti.
Ciò permette di attuare iniziative preventive. I dati vengono trasmessi in tempo reale al dipartimento regionale di Protezione Civile. Durante la fase emergenziale, i pluviometri hanno consentito un monitoraggio continuo dei flussi. Le allerte, con i livelli L1, L2 e L3, sono state comunicate tempestivamente. Queste informazioni raggiungono il dipartimento di Protezione Civile e i sindaci dei territori interessati.
Ruolo operativo di Calabria Verde e task force
Un contributo fondamentale è arrivato da Calabria Verde. L'ente, con i suoi operai idraulico-forestali e il direttore Oliva, ha agito come struttura operativa della Protezione Civile. Sono stati impiegati oltre 300 operai e diversi mezzi. Recentemente, sono stati acquistati 39 nuovi mezzi. Questi sono già operativi per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e ripristino idraulico lungo i corsi d'acqua regionali.
Il dipartimento Ambiente è intervenuto in oltre 40 comuni calabresi. Sono stati interessati più di 22 chilometri di territorio. Una task force di tecnici interni è stata incaricata di valutare rapidamente gli interventi necessari in fase emergenziale. L'assessore ha spiegato che gli interventi eseguiti senza ordinanza del capo della Protezione Civile nazionale seguono un regime derogatorio. Questo semplifica le procedure rispetto al decreto legislativo 152/2006, garantendo tempestività.
Tuttavia, le valutazioni ambientali rimangono essenziali. Il gruppo di lavoro tecnico analizza velocemente i titoli autorizzativi necessari. L'obiettivo è garantire la rapidità d'azione senza compromettere la tutela ambientale. Questo approccio consente di rispondere efficacemente alle emergenze, accelerando i tempi di recupero e messa in sicurezza dei territori colpiti.
Piano di compensazione dei sedimenti e collaborazione istituzionale
Vera Corbelli, segretaria generale dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, ha confermato la proficua collaborazione con l'ente regionale. Questo rapporto ha favorito un percorso integrato e multidisciplinare. Le attività in corso sono iniziate anni fa, ben prima degli eventi recenti. Accordi specifici hanno permesso la realizzazione di strumenti di pianificazione e studi dettagliati.
Corbelli ha posto l'accento sul piano di compensazione dei sedimenti. Questo piano è proattivo rispetto alla gestione già avviata dalla Regione. Si tratta di un lavoro complesso, da completare entro maggio 2026. Include l'analisi delle caratteristiche geologiche, idrauliche, meteorologiche e ambientali dei territori. Si considerano gli effetti dei cicloni sul suolo. Sono stati avviati sopralluoghi nei comuni interessati per identificare le zone di erosione e accumulo.
Si valuta la compatibilità e il potenziale ripascimento delle aree colpite. Il prelievo di materiale deve essere effettuato con cautela per non danneggiare ulteriormente le zone già provate. Gli elementi acquisiti, inclusi elaborati e indagini, sono archiviati in una piattaforma. Questa serve da supporto alle decisioni di intervento. La mappa di zonizzazione copre oltre un centinaio di comuni e almeno il triplo di piccole aree, ognuna con una scheda dedicata.
«Un piano di compensazione dei sedimenti realizzato in tre mesi scarsi non è cosa facile», ha sottolineato Corbelli. «Questo è stato possibile grazie al lavoro svolto negli anni e alla sinergia di tutti gli enti coinvolti». Il lavoro è considerato strategico e dimostra gli sforzi della Regione Calabria e dell'Autorità di Bacino. L'obiettivo è rendere la sperimentazione calabrese un modello a livello nazionale.
Gestione dell'emergenza e comunicazione efficace
Domenico Costarella, direttore generale della Protezione Civile regionale, ha descritto la gestione dell'emergenza dopo i tre cicloni ravvicinati. Questi eventi hanno portato piogge torrenziali (oltre 580 mm in 40 ore) e venti da uragano sulla Calabria. Ha evidenziato l'efficacia delle attività di informazione alla popolazione. Le persone hanno compreso il pericolo e sono rimaste al sicuro nelle proprie abitazioni.
«Nonostante tutto quello che è accaduto, non abbiamo avuto un ferito», ha affermato Costarella. L'investimento sul volontariato è stato cruciale, specialmente nel territorio reggino. A Melito Porto Salvo, la partecipazione è stata notevole, come dimostrano le immagini delle attività di evacuazione. Sul fronte dei ristori, Costarella ha sottolineato la rapidità della richiesta di stato di emergenza. Questa è avvenuta il 14 febbraio, in concomitanza con l'evento.
La dichiarazione ufficiale è giunta il 10 marzo, dopo sopralluoghi dei tecnici nazionali. A breve, riaprirà la piattaforma regionale per un nuovo censimento relativo al secondo ciclone. Il Governatore Occhiuto ha annunciato un'intesa con il commissario della Protezione Civile nazionale, Ciciliano. L'obiettivo è accelerare i ristori e proseguire il lavoro di riduzione del rischio idrogeologico e alluvionale.
Ripascimento delle coste e bilancio degli investimenti
Francesco Tarsia, direttore generale del dipartimento Difesa del Suolo, ha illustrato le criticità emerse dopo il ciclone Harry. Tra queste, la significativa riduzione degli arenili e l'esposizione al rischio lungo la fascia costiera. L'area più a rischio è il basso Ionio reggino, in particolare la Locride e l'area grecanica, dove l'erosione è stata forte.
I ripascimenti sono stati previsti prioritariamente nella fascia tra Melito Porto Salvo, San Lorenzo e Bova Marina. I punti di prelievo del materiale sono stati individuati nel porto di Saline Ionica. Per la Locride, il prelievo avverrà dal porto di Roccella. Questo garantirà un rapido ripascimento per Roccella, Caulonia, Marina di Gioiosa Ionica e Siderno.
Questo intervento risolve un doppio problema: compensa la perdita di sabbia e contrasta il dissabbiamento dei porti. Il bilancio di Occhiuto sugli investimenti è positivo. Negli ultimi quattro anni, sono stati investiti 140 milioni per il rischio idrogeologico. Ciò rappresenta il doppio rispetto ai 70 milioni spesi nei dieci anni precedenti. Nonostante l'incremento, la soddisfazione non è completa.
«Per quello che occorrerebbe alla Calabria, bisognerebbe spendere molto di più e più velocemente», ha concluso Occhiuto. Sono state avanzate proposte per agevolare la spesa, accelerare i processi e adeguare gli investimenti. L'obiettivo è fronteggiare gli eventi di un contesto climatico sempre più critico. Si punta a garantire la sicurezza dei calabresi, sostenere chi ha subito danni e preservare il territorio da cicatrici ambientali.
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