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Raccolta alimentare in 11 supermercati mantovani

Nella giornata di ieri, oltre 250 volontari si sono mobilitati in occasione della Raccolta Alimentare promossa dalla Rete degli Empori del Mantovano. L’iniziativa ha visto la partecipazione di undici punti vendita della provincia, invitando i cittadini a donare prodotti essenziali come olio, latte, scatolame e articoli per l'igiene personale.

I beni raccolti andranno a sostenere l'Emporio della Solidarietà mantovano. Questo servizio funziona come un supermercato accessibile a persone e famiglie che affrontano difficoltà socio-economiche, offrendo un aiuto concreto.

Un progetto di comunità per le famiglie vulnerabili

Matteo Amati, direttore della Caritas di Mantova, ha sottolineato come gli Empori rappresentino un vero e proprio progetto di comunità. Essi connettono famiglie vulnerabili, volontari, enti locali, parrocchie e associazioni, con il supporto di numerose aziende.

L'iniziativa di ieri ha rappresentato un'opportunità per coinvolgere attivamente la cittadinanza, permettendo a chiunque di contribuire al benessere delle famiglie in difficoltà del territorio. Il coinvolgimento di oltre 250 volontari, di età compresa tra i 10 e i 90 anni, evidenzia la trasversalità del progetto, aprendolo a nuove realtà giovanili e associative.

La rete degli Empori e il loro impatto sul territorio

Enrica Perini, vicepresidente provinciale delle Acli, ha messo in luce l'importanza degli otto empori attivi nella provincia, situati a Solferino, Mantova, Borgo Virgilio, Suzzara, Quistello, Poggio Rusco e Sermide. La giornata di raccolta è stata definita un momento cruciale per reperire prodotti che spesso mancano nelle normali raccolte di eccedenze alimentari.

La rete degli Empori collega 75 parrocchie, 16 enti del terzo settore e 22 comuni, sotto il coordinamento di Caritas, Acli e Csv. Nel 2025, sono state assistite circa 750 famiglie, per un totale di oltre 2.000 persone. Nel solo 2024, sono stati distribuiti 2.259 quintali di prodotti alimentari, per un valore di circa 655.000 euro, di cui il 20% proveniente dal recupero di eccedenze alimentari.

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