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La 60ª edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi ha preso il via con una rilettura moderna del classico Don Giovanni di Molière. Lo spettacolo, acclamato dal pubblico, promette una stagione ricca di emozioni e spunti di riflessione.

Don Giovanni apre il festival teatrale di Borgio Verezzi

La 60ª edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi ha ufficialmente alzato il sipario. L'evento inaugurale è stato affidato a una rappresentazione dello storico Don Giovanni di Molière. Lo spettacolo, frutto di una coproduzione tra il Teatro Nazionale di Genova e la compagnia 'Gli incauti', ha riscosso un notevole successo.

La messa in scena si è avvalsa dell'adattamento testuale curato da Edoardo Sanguineti. La regia è stata affidata a Carlo Sciaccaluga, che ha proposto una visione fresca e coinvolgente del celebre dramma.

Un classico intramontabile con una regia contemporanea

Il personaggio di Don Giovanni, originariamente concepito da Tirso de Molina nel Seicento con 'El burlador de Sevilla', rappresenta una figura cardine della cultura europea. La sua complessità risiede nell'incapacità di essere categorizzato in modo univoco. Non si tratta solo di un seduttore, ma di un'anima che osa sfidare il divino, attirando su di sé una punizione celeste.

La regia di Carlo Sciaccaluga ha saputo valorizzare il testo di Molière con una lettura impeccabile. La scenografia, realizzata dall'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, propone un unico ambiente. Una struttura obliqua centrale, arricchita da bassorilievi rocciosi, evoca la cima di un vulcano. Questo scenario, con fumi e fiamme nascoste, crea uno spazio indefinito, ideale per le avventure senza tempo di Don Giovanni e del suo servitore Sganarello.

Innovazione e interpretazioni di alto livello

Sciaccaluga ha abilmente integrato elementi di contemporaneità nel testo. L'uso di un cellulare da parte della contadina Carlotta ne è un esempio. Questa scelta ha permesso di caratterizzare con intelligenza sia i protagonisti principali sia le figure secondarie.

Don Giovanni viene presentato come un ribelle affascinante e travolgente. Coinvolge il pubblico nelle sue peripezie e nelle sue riflessioni filosofiche, instaurando un rapporto diretto e quasi fisico con gli spettatori. La rappresentazione è risultata fresca e fluida.

Il successo è stato possibile grazie alla collaborazione tra Sciaccaluga e l'assistente alla regia Leonardo Nicolini. Hanno potuto contare su un cast di prim'ordine. I due attori principali, Simone Toni nel ruolo di Don Giovanni ed Enzo Paci in quello di Sganarello, hanno offerto interpretazioni eccellenti. Paci, in particolare, ha reso con grande efficacia il servitore semplice e umile, interlocutore critico del suo padrone.

Accanto a loro, tre attrici di straordinario talento – Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso – hanno interpretato i restanti personaggi. Hanno dimostrato grande abilità nel passare rapidamente da un ruolo all'altro, alternando con maestria toni bassi, come nella scena dei contadini, a toni più elevati, propri della tragedia e della commedia.

Successo di pubblico e attesa per le prossime repliche

Lo spettacolo, definito complesso ma estremamente godibile, è stato accolto da calorosi applausi da parte del folto pubblico presente. La rappresentazione è prevista in replica anche nella serata odierna. L'entusiasmo generato dall'apertura del festival lascia presagire un'edizione ricca di successi.