Cronaca

Padri in congedo: più desiderio, ma ostacoli finanziari

17 marzo 2026, 09:51 4 min di lettura
Padri in congedo: più desiderio, ma ostacoli finanziari Immagine generata con AI Bolzano
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Il Trentino-Alto Adige registra un aumento nell'utilizzo del congedo paternità e parentale, ma persistono significative barriere economiche. L'AFI evidenzia la necessità di politiche di supporto più incisive per promuovere una maggiore parità di genere e un coinvolgimento attivo dei padri nella famiglia.

Congedo Paternità: Dati e Tendenze in Trentino

L'Istituto per la Promozione del Lavoro (AFI) ha pubblicato i dati più recenti relativi al congedo di paternità e al congedo parentale. Questa analisi, giunta alla dodicesima edizione, conferma una crescente volontà da parte dei padri di assumere un ruolo più attivo nella vita familiare. L'istituto sottolinea come sempre più uomini desiderino essere presenti durante i primi mesi di vita dei propri figli. Questo trend positivo, tuttavia, non è privo di ostacoli. Le cifre mostrano chiaramente che le difficoltà economiche rappresentano ancora un freno importante.

Il direttore dell'AFI, Stefan Perini, ha evidenziato come i modelli europei di successo puntino su congedi parentali ben retribuiti e riservati specificamente ai padri. Inoltre, sono fondamentali opzioni di fruizione flessibili. È necessario anche un profondo cambiamento culturale all'interno delle aziende. Solo così si potrà realmente incentivare una maggiore partecipazione maschile alla cura dei figli. L'AFI monitora attentamente questi dati per fornire indicazioni utili alle politiche sociali.

Un maggiore coinvolgimento paterno non solo arricchisce la vita familiare, ma contribuisce attivamente alla promozione della parità di genere. Le ricerche più recenti indicano che molte madri vorrebbero espandere la propria carriera lavorativa. Allo stesso tempo, i padri manifestano un desiderio crescente di dedicare più tempo alla famiglia. Questa dinamica, se supportata adeguatamente, porterebbe benefici tangibili a entrambi i genitori. Avrebbe inoltre ripercussioni positive sull'intera società, creando un ambiente più equilibrato e inclusivo per tutti.

Utilizzo del Congedo Paternità e Parentale: Numeri e Prospettive

Nel corso del 2024, sono stati 4.703 i padri dipendenti del settore privato residenti in Trentino-Alto Adige ad aver usufruito del congedo di paternità obbligatorio. Questo dato si attesta leggermente al di sotto dei valori registrati negli anni precedenti, con 4.897 nel 2023 e 4.979 nel 2022. L'AFI attribuisce questa lieve flessione al generale calo delle nascite nella regione. Nonostante ciò, l'impegno dei padri nel prendersi cura dei propri figli rimane una tendenza consolidata.

La situazione del congedo parentale presenta invece un quadro decisamente più incoraggiante. L'incidenza dei padri tra coloro che ne hanno beneficiato è aumentata significativamente. Il dato è passato da circa il 24% nel 2021 a oltre il 38% nel 2024. Questo incremento testimonia una maggiore consapevolezza e volontà da parte degli uomini di partecipare attivamente alla crescita dei figli. Tuttavia, permane una differenza sostanziale nei tempi di assenza rispetto alle madri. Le donne, in media, usufruiscono di circa 72 giorni di congedo parentale. Gli uomini, invece, si fermano a circa 28 giorni.

L'ultimo aumento registrato nel congedo parentale maschile è probabilmente legato all'incremento del sussidio. Il reddito sostitutivo è stato portato all'80%. Questo incentivo economico rende più sostenibile per i padri assentarsi dal lavoro per periodi più lunghi. Anche il contributo del Landesfamiliengeld+ mostra una tendenza positiva. Nel 2025, 102 padri hanno beneficiato di questo sostegno, rispetto ai 76 del 2024. Nonostante questi progressi, l'utilizzo complessivo, considerando le circa 4.500 nascite annue in Alto Adige, rimane ancora su livelli contenuti.

Sfide e Opportunità per la Paternità Attiva

Stefano Mellarini, presidente dell'AFI e sindacalista, ha espresso il suo desiderio che gli uomini possano ricoprire pienamente il loro ruolo in famiglia. È fondamentale che questo avvenga senza timore di ripercussioni professionali. La sua dichiarazione sottolinea l'importanza di un sistema che tuteli i padri lavoratori. La conciliazione tra vita professionale e familiare deve diventare una realtà concreta e non solo un auspicio.

La consigliera provinciale per le politiche familiari, Rosmarie Pamer, ha ribadito l'importanza del coinvolgimento paterno fin dai primi giorni di vita. «Quando i padri hanno tempo per i propri figli fin dall'inizio, questo non solo rafforza le famiglie», ha affermato, «ma ha anche un impatto positivo sul nostro mondo del lavoro e sulla nostra società nel suo complesso». La Pamer ha però constatato che molti padri non sfruttano ancora appieno le opportunità esistenti. Per questo motivo, ha dichiarato, è suo preciso interesse aumentare la consapevolezza su questo tema. Intende incoraggiare attivamente i padri a utilizzare questo tempo prezioso in modo consapevole. L'obiettivo è creare una cultura che valorizzi la paternità attiva.

L'AFI, attraverso queste analisi, mira a fornire dati concreti per orientare le politiche future. L'obiettivo è rimuovere gli ostacoli finanziari e culturali che ancora limitano la piena partecipazione dei padri alla vita familiare. Un impegno congiunto tra istituzioni, aziende e società civile è essenziale per costruire un futuro in cui la paternità attiva sia la norma, a beneficio di tutti. Le cifre del 2024 e le proiezioni per il 2025 indicano una direzione positiva, ma il percorso verso una piena parità richiede ancora sforzi significativi e un cambiamento di mentalità diffuso.

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