A Bolzano emergono divergenze tra i partner di governo SVP e Fratelli d'Italia. Le discussioni vertono sulla bandiera arcobaleno, il fine vita e la figura di uno storico irredentista, evidenziando posizioni politiche differenti all'interno della coalizione provinciale.
Divergenze sulla bandiera arcobaleno
La Südtiroler Volkspartei e Fratelli d'Italia, pur governando insieme la Provincia autonoma di Bolzano, mostrano distanze su alcune tematiche. Un esempio lampante è la recente disputa riguardante la bandiera arcobaleno.
Il vice presidente altoatesino e coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Marco Galateo, ha definito la bandiera arcobaleno «un elemento divisivo della società». Ha inoltre annunciato che non utilizzerà la sala stampa provinciale durante il mese di giugno, periodo in cui la bandiera è esposta su volere del presidente Arno Kompatscher.
A sostegno della sua posizione, Galateo ha invitato in piazza Magnago l'ex ministro Carlo Giovanardi. Quest'ultimo ha affermato che «le istituzioni sono di tutti, non possono essere affittate o date a una parte di cui una gran parte della popolazione non condivide le idee».
Critiche per il commento su Johannes Fontana
Un altro punto di attrito riguarda il commento del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, sulla morte dello storico ed ex irredentista Johannes Fontana. Urzì ha scritto su Facebook: «I terroristi hanno perso, abbiamo vinto noi».
Questa dichiarazione ha suscitato forti reazioni. Michael Epp e il segretario della SVP, Harald Stauder, esponenti della Plattform Heimat all'interno della SVP, hanno replicato duramente. Hanno definito le parole di Urzì come prive di «qualsiasi decoro umano, morale o politico», definendole «un colpo basso» e un «nuovo punto basso».
Il parlamentare di Fratelli d'Italia ha poi replicato alle critiche. Ha precisato che «ha vinto l'autonomia, non il terrorismo, ha vinto la democrazia, non la violenza, hanno vinto i valori costituzionali della libertà e non il tritolo».
Posizioni divergenti sul fine vita
Meno accesa, ma comunque presente, è la divergenza sul tema del fine vita tra il governatore e il suo vice Galateo. Quest'ultimo ha comunicato la sua intenzione di votare contro l'istituzione di una commissione multidisciplinare permanente. Tale commissione avrebbe il compito di verificare i requisiti per l'accesso al suicidio medicalmente assistito.
Galateo ritiene che la questione debba essere affrontata a livello nazionale. L'obiettivo è evitare disparità di trattamento tra i pazienti e prevenire un possibile «turismo della morte».