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La Provincia di Bolzano implementa un nuovo sistema per adeguare annualmente gli stipendi dei dipendenti pubblici all'inflazione. Oltre 44.000 lavoratori beneficeranno di questa misura, che mira a preservare il potere d'acquisto e rendere più attrattivo il settore pubblico.

Nuovo modello per l'adeguamento salariale

La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato un nuovo piano per l'adeguamento salariale legato all'inflazione. Questo sistema prevede revisioni annuali, distaccandosi dalla precedente prassi di adeguamenti legati solo al rinnovo dei contratti.

Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha evidenziato i benefici di questa iniziativa. «Con il nuovo metodo creiamo un sistema affidabile che contrasta la perdita di potere d'acquisto non solo a posteriori, ma tempestivamente», ha dichiarato Kompatscher.

L'obiettivo è rafforzare il potere d'acquisto dei lavoratori e aumentare l'attrattiva del settore pubblico. Questa misura coinvolge oltre 44.000 dipendenti. Tra questi figurano il personale dell'Amministrazione provinciale, dei Comuni e delle Comunità comprensoriali.

Beneficeranno anche i dipendenti dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige e delle residenze per anziani. Sono inclusi inoltre insegnanti e personale delle scuole provinciali e statali.

Un cambiamento di paradigma per gli stipendi

L'assessora provinciale al Personale, Magdalena Amhof, ha sottolineato la portata della riforma. «Fin dall'inizio il nostro obiettivo è stato quello di passare dai pagamenti una tantum a adeguamenti strutturali all'inflazione», ha affermato Amhof.

Il nuovo modello istituzionalizza questo approccio. Offre la garanzia di adeguamenti annuali, rappresentando un vero e proprio «cambiamento di paradigma», secondo l'assessora.

Questo sistema mira a fornire maggiore certezza economica ai lavoratori del settore pubblico. La stabilità dei redditi è fondamentale in periodi di incertezza economica.

Investimenti e impatto economico del nuovo sistema

Per implementare questa misura, la Provincia ha stanziato fondi significativi. Nei bilanci dal 2026 al 2028 sono previsti rispettivamente 53 milioni di euro, 77 milioni di euro e 132 milioni di euro.

Questi investimenti porteranno a un aumento dello stipendio base. Riferito al 1 gennaio 2025, si prevede un incremento del 5,28% dopo tre anni. Questo aumento mira a compensare l'erosione del potere d'acquisto dovuta all'inflazione.

A partire dal 2028, il nuovo modello entrerà a regime. Gli stipendi saranno adeguati all'inizio di ogni anno all'inflazione programmata (IPCA). Verranno applicate percentuali prestabilite: 70% nel primo anno, 60% nel secondo e 50% nel terzo.

Al termine di questo triennio, le negoziazioni salariali si concentreranno sulla differenza tra l'inflazione prevista e quella effettiva. Questo meccanismo garantisce una maggiore flessibilità e reattività alle variazioni economiche.