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Un'indagine a Bolzano svela l'uso di patentini linguistici falsi tra dipendenti pubblici. La vicenda scatena un acceso dibattito politico sulla necessità di riformare il sistema di certificazione del bilinguismo, con proposte di esami settoriali e graduali.

Inchiesta sui patentini linguistici falsi a Bolzano

Le indagini della Guardia di finanza a Bolzano proseguono. L'inchiesta riguarda i cosiddetti 'patentini' falsi. Si tratta di certificazioni di bilinguismo. Queste sono necessarie per lavorare nel pubblico impiego in Alto Adige. Almeno quaranta dipendenti pubblici sono coinvolti. Tra questi figurano medici e agenti di polizia municipale. Avrebbero presentato una certificazione linguistica non veritiera. Lo scopo era ottenere fraudolentemente il patentino. Questo permetteva l'accesso ai concorsi pubblici. Consentiva anche di ricevere l'indennità di bilinguismo.

Proposte di riforma del sistema di bilinguismo

La vicenda ha acceso il dibattito politico. L'ex sindaco di Merano, Dario Dal Medico, è intervenuto. Egli rappresenta alcuni medici indagati. Dal Medico sottolinea le possibili conseguenze. «Se dovessimo licenziare tutti i medici, la popolazione ne subirebbe le conseguenze», ha dichiarato. La popolazione rimarrebbe senza un servizio sanitario essenziale. L'avvocato non contesta il principio del bilinguismo. Chiede però soluzioni innovative. Propone esami specifici per settore. Suggerisce anche patentini rilasciati gradualmente nel tempo. Dal Medico evidenzia un'altra criticità. Gli esami richiedono la conoscenza del tedesco standard. Nell'uso quotidico, però, prevale il dialetto. «La scuola italiana insegna per 13 anni una lingua che poi sulla strada non viene mai utilizzata», ha affermato. La considera una lingua sostanzialmente morta.

La posizione del Presidente Kompatscher

Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ha replicato fermamente. «Parliamo di una cosa troppo importante e seria per risolverla con qualche battuta», ha commentato. Kompatscher ha assicurato un approccio rigoroso. La Giunta provinciale e la maggioranza stanno affrontando la questione seriamente. «Ci pronunceremo quando c'è qualcosa di concreto da dire», ha aggiunto. L'obiettivo è evitare luoghi comuni e tentativi di eludere il problema. Kompatscher ha espresso la volontà di non «buttare la palla in tribuna».

Dal Medico sollecita un confronto

L'avvocato Dario Dal Medico ha accolto positivamente la presa di posizione del governatore. «Bene, molto bene che si sia aperta una seria discussione su questa faccenda del patentino», ha detto. Ha apprezzato che il presidente Kompatscher ammetta l'esistenza di un problema. Dal Medico ritiene che i tempi siano maturi per affrontare il tema. «E seriamente, come di certo intendiamo entrambi», ha sottolineato. Ha concluso con una domanda diretta: «Bene, quando cominciamo?».

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