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Le case di comunità a Bolzano stanno alleggerendo il carico del pronto soccorso, con un calo dei pazienti e un aumento dell'utilizzo dei nuovi servizi sanitari territoriali.

Nuovi centri sanitari territoriali funzionano

I nuovi ambulatori per urgenze minori nel territorio altoatesino registrano un notevole successo. Fino a metà ottobre, circa 12.500 persone hanno usufruito di questi servizi. La linea telefonica dedicata, la 116117, ha ricevuto 2.835 chiamate nel suo primo mese di attività nel distretto sanitario di Bolzano.

L'apertura delle case di comunità a Bolzano-Don Bosco e Leifers a giugno ha portato a una diminuzione degli accessi al pronto soccorso di Bolzano. Si parla di un calo di circa il 3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tra giugno e settembre, sono state registrate 34.700 visite, 1.060 in meno rispetto all'anno precedente.

La linea 116117 gestisce chiamate non urgenti

La linea telefonica 116117, attiva 24 ore su 24, ha gestito una media di 95 chiamate giornaliere tra il 15 settembre e il 14 ottobre. Circa il 38% delle chiamate è avvenuto durante le ore notturne. Questo servizio mira a indirizzare i cittadini con problematiche sanitarie non urgenti verso il punto di assistenza più appropriato.

Anche altri servizi offerti dalle case di comunità stanno riscontrando un buon utilizzo. Tra questi figurano visite specialistiche, prelievi del sangue, vaccinazioni e prestazioni psicologiche e odontoiatriche. L'obiettivo è avvicinare l'assistenza sanitaria ai cittadini.

Aumento generale accessi pronto soccorso in provincia

Nonostante il calo registrato a Bolzano, a livello provinciale gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati del 2,2% da gennaio a settembre rispetto all'anno precedente. L'inaugurazione della casa di comunità a Brunico è prevista per la fine di ottobre, ampliando ulteriormente la rete di assistenza.

L'assessore provinciale alla sanità, Hubert Messner, vede in questi dati i primi segnali di un alleggerimento del carico sui presidi ospedalieri. L'intenzione è quella di potenziare ulteriormente l'offerta di cure territoriali, rendendola più accessibile e capillare sul territorio.