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L'economia dell'Alto Adige rallenta nel 2026 a causa dell'aumento dei prezzi energetici e dell'inflazione. Nonostante le sfide, la maggior parte delle aziende prevede profitti soddisfacenti.

Fiducia delle imprese in calo per l'economia altoatesina

La fiducia delle aziende in Alto Adige sta diminuendo. Questo calo è causato dall'incremento dell'inflazione. I prezzi dell'energia hanno subito un nuovo aumento. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno contribuito a questa situazione. Il Barometro dell'economia dell'Ire ha rilevato questi dati. L'Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano ha diffuso il rapporto. Le previsioni di crescita del PIL per il 2026 sono modeste. Si stima un aumento di appena lo +0,6%. Questo dato risente del rallentamento economico globale ed europeo.

Resilienza del tessuto economico locale nonostante le difficoltà

Nonostante l'aumento dei costi operativi, il sistema economico locale mostra una buona capacità di resistenza. Gli investimenti sono stagnanti a causa dell'incertezza generale. Tuttavia, la maggior parte delle imprese altoatesine è ottimista. L'89% delle aziende prevede di concludere l'anno con una redditività soddisfacente. Questo dato emerge chiaramente dal Barometro dell'economia. La situazione economica presenta quindi luci e ombre per il territorio.

Settori trainanti e prospettive lavorative in Alto Adige

Le aspettative più positive si concentrano in alcuni settori specifici. Il turismo mostra un buon dinamismo. Anche il settore dei trasporti registra un ottimismo maggiore. Al contrario, il commercio al dettaglio appare più cauto. L'agricoltura presenta aspettative meno brillanti. Il mercato del lavoro, invece, mantiene una stabilità notevole. Si è registrato un incremento degli occupati. Nella prima metà dell'anno, gli addetti sono aumentati del 2%. Il numero totale di occupati ha raggiunto quota 234.400 unità. Questo dato conferma la solidità del mercato del lavoro locale.

Scenario macroeconomico e supporto all'innovazione

L'Alto Adige si allinea alla tendenza di rallentamento dell'Eurozona. La crescita prevista per l'area è dello +0,8%. Le stime nazionali per l'Italia sono ancora più basse. L'Ocse prevede un aumento del PIL italiano di solo lo 0,5% nel 2026. In questo contesto di incertezza, il sostegno pubblico è cruciale. Il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner, ha sottolineato questo aspetto. Il sostegno agli investimenti in innovazione è fondamentale. Anche la digitalizzazione gioca un ruolo chiave. Questi interventi sono necessari per preservare la competitività delle imprese locali. La strategia economica deve puntare su questi fattori.