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L'Alto Adige guarda al futuro energetico con un focus sulla diversificazione delle fonti rinnovabili. Il presidente della Camera di Commercio, Michl Ebner, evidenzia la necessità di aumentare la resilienza economica attraverso investimenti strategici.

Manifattura altoatesina: dati e prospettive

La manifattura dell'Alto Adige ha mostrato una certa vivacità verso la fine del 2025. Il tasso di utilizzo delle capacità produttive si è attestato all'83 percento. La redditività aziendale è stata giudicata positiva dal 90 percento delle imprese intervistate. Esistono però marcate differenze tra i vari settori industriali.

Il settore dei macchinari e delle apparecchiature ha registrato un clima di fiducia elevato. Lo stesso vale per il comparto alimentare e quello dei materiali da costruzione. La lavorazione dei metalli presenta invece un quadro più variegato. Le performance economiche delle singole aziende sono molto disomogenee.

Le valutazioni più contenute provengono dal settore tessile e dell'abbigliamento. Quasi un terzo delle imprese in questo ambito ha dichiarato risultati insoddisfacenti. Questo dato evidenzia le sfide specifiche che alcune branche manifatturiere devono affrontare.

Esportazioni e occupazione: un quadro complesso

Le dinamiche delle esportazioni nel 2025 sono state influenzate dalla debolezza economica di mercati chiave come la Germania e l'Austria. Si sono osservate notevoli disparità tra i diversi comparti merceologici. L'export di apparecchi elettrici ha subito un calo significativo.

Al contrario, i settori dei veicoli e dei prodotti alimentari hanno registrato una crescita robusta. Nel complesso, le esportazioni altoatesine, escludendo i prodotti agricoli, hanno raggiunto circa 6,8 miliardi di euro. Si è trattato di un lieve calo dello 0,7 percento rispetto all'anno precedente.

Sul fronte occupazionale, il settore manifatturiero ha impiegato mediamente oltre 35.300 persone nel 2025. Questo dato rappresenta una diminuzione dello 0,3 percento rispetto al 2024. La tendenza indica una leggera contrazione della forza lavoro impiegata nel settore.

Previsioni per il 2026 e il ruolo dell'energia

Le previsioni per il 2026 tengono conto di un contesto internazionale incerto. Il conflitto in Medio Oriente potrebbe ulteriormente ritardare la ripresa degli investimenti. L'incremento dei costi energetici rappresenta una preoccupazione concreta per molte aziende.

Si prevede che molte imprese saranno costrette ad aumentare i prezzi di vendita per compensare l'aumento dei costi. Il grado di sfruttamento della capacità produttiva dovrebbe mantenersi stabile, attestandosi intorno all'85 percento. La crescita futura sarà trainata principalmente dalle imprese di maggiori dimensioni.

La redditività aziendale dovrebbe rimanere su livelli soddisfacenti per oltre il 90 percento delle imprese. Questo dato indica una generale solidità del tessuto economico locale, nonostante le sfide esterne.

L'appello di Ebner per un futuro energetico sostenibile

Il presidente della Camera di Commercio di Bolzano, Michl Ebner, ha sottolineato un punto cruciale. Le recenti fluttuazioni dei prezzi energetici evidenziano un'urgenza. È fondamentale continuare a investire nella diversificazione delle fonti energetiche. Questo include un forte impulso alla produzione di energia rinnovabile.

Secondo Ebner, tale strategia è essenziale per aumentare la resilienza dell'intero sistema economico locale. Un approvvigionamento energetico più stabile e diversificato rende il territorio meno vulnerabile agli shock esterni. L'investimento nelle rinnovabili è quindi una mossa strategica per il futuro dell'Alto Adige.

La diversificazione delle fonti energetiche non solo riduce la dipendenza dai combustibili fossili. Promuove anche l'innovazione tecnologica e la creazione di nuove opportunità di lavoro nel settore green. L'Alto Adige si posiziona così per affrontare le sfide energetiche globali con maggiore sicurezza.

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