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Studenti universitari hanno eretto tende a Roma e in dieci atenei per protestare contro l'alto costo degli affitti e le politiche abitative. Chiedono maggiori investimenti nell'istruzione pubblica.

Studenti manifestano contro il caro affitti

L'Unione degli Universitari ha organizzato una protesta nazionale. Hanno installato tende in Piazza Montecitorio a Roma. L'iniziativa si estende anche davanti a importanti università italiane. La mobilitazione si intitola "Cara Italia, quanto ci costi?".

I giovani denunciano il caro vita nel contesto universitario. Criticano il fallimento delle politiche abitative. Vedono il Diritto allo Studio trasformarsi in un'opportunità di profitto per privati. Questa è la loro spiegazione della protesta.

Proteste diffuse da nord a sud

La manifestazione a Roma è affiancata da studenti da tutto il paese. La mobilitazione coinvolge città come Milano e Lecce. Anche Bologna e Genova partecipano attivamente. Studenti da Pavia si uniscono all'iniziativa. La protesta è iniziata questa mattina in tutta Italia.

L'Unione degli Universitari ha rilasciato una dichiarazione. Affermano che il PNRR è stato ceduto ai privati. L'università pubblica è in una situazione critica. Richiedono almeno 7 miliardi di euro per l'università pubblica. Chiedono anche garanzie per il Diritto allo Studio.

Critiche alle politiche abitative ministeriali

Sabrina Brizzola, coordinatrice dell'Unione degli Universitari, ha parlato. Ha spiegato il ritorno alle tende dopo tre anni. Le condizioni abitative sono peggiorate. Critica la Ministra Bernini, ritenendola disconnessa dalla realtà. La Ministra crede di aver risolto l'emergenza abitativa.

Brizzola afferma che sono stati spesi 1,2 miliardi del PNRR. Questi fondi sono destinati a camere private. Il costo mensile di queste stanze può raggiungere i 1000 euro. La Ministra vanta 60 mila posti letto disponibili. Tuttavia, solo 33 mila sono stati effettivamente realizzati. L'obiettivo del PNRR non è stato raggiunto.

Solo il 3,8% dei posti letto realizzati sono pubblici. Brizzola definisce la situazione non edilizia universitaria. La considera speculazione a danno degli studenti più vulnerabili. Questo sistema danneggia gli studenti con minori possibilità economiche.

Appello a modelli alternativi

Brizzola sottolinea il costo elevato della vita in Italia. Afferma che la casa è parte integrante del Diritto allo Studio. Gli studenti lottano per poter scegliere il proprio futuro. Vogliono decidere in quale società vivere. Questo è il loro obiettivo principale.

Guardano alle esperienze di altri paesi europei. Citano la Francia e la Spagna come esempi. Sostengono che esistono modelli alternativi di società. Credono che un'università diversa sia possibile. Questo è un messaggio di speranza e cambiamento.

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