Condividi

La Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna ha riscontrato una riduzione del disavanzo sanitario regionale nel 2025, attestatosi a quasi 118 milioni. Tuttavia, persistono criticità significative riguardanti l'uso di medici 'gettonisti' e la gestione del fondo rischi legali.

Sanità regionale: un bilancio in miglioramento

La Regione Emilia-Romagna ha compiuto un passo avanti nella gestione dei conti sanitari. Il presidente della sezione di controllo della Corte dei Conti, Marcovalerio Pozzato, ha illustrato il quadro generale. Si è passati da un disavanzo consistente, in parte non emerso in passato, a una situazione più chiara. Permane un deficit, ma di entità notevolmente inferiore rispetto agli anni precedenti. Al termine dell'esercizio 2025, il disavanzo complessivo del sistema sanitario regionale si è attestato a circa 118 milioni di euro. Questo dato emerge dal giudizio di parificazione del rendiconto regionale.

Criticità nella gestione del fondo rischi e personale

Nonostante i progressi, emergono alcune aree di preoccupazione. Il presidente Pozzato ha puntato il dito contro il sottodimensionamento del 'fondo rischi legali'. Tale criticità deriva dalla qualificazione impropria di numerose controversie legali come economicamente indeterminabili. Questa pratica, secondo la Corte dei Conti, libera artificialmente risorse del risultato di amministrazione. Ciò crea l'illusione di disponibilità finanziaria, potenzialmente incompatibile con le future necessità di copertura. Si rischia di ampliare la componente libera del bilancio in modo non veritiero.

Un altro punto dolente riguarda il ricorso diffuso ai medici 'gettonisti'. Queste figure professionali vengono reclutate sul libero mercato, spesso tramite cooperative o agenzie private. L'obiettivo è coprire turni scoperti negli ospedali e nei pronto soccorso. Il magistrato ha sottolineato l'elevato impatto economico di queste assunzioni esterne. Un medico 'gettonista' può arrivare a percepire oltre 100 euro all'ora. Questo dato contrasta nettamente con la retribuzione oraria di circa 40 euro di un medico interno alla struttura pubblica. La scelta di ricorrere a personale esterno, anziché implementare politiche interne con incentivi adeguati, genera una spesa sanitaria significativamente maggiore. Inoltre, tale pratica mortifica il personale di ruolo.

Partecipate regionali: luci e ombre

Sul fronte delle partecipate regionali, la Corte dei Conti ha riscontrato miglioramenti per BolognaFiere. Tuttavia, permangono criticità legate all'equilibrio finanziario. Questo sembra essere assicurato solo da contributi esterni al gruppo societario. Il risultato operativo, in senso stretto, continua a registrare valori negativi. Particolarmente rilevanti sono le problematiche connesse alle perdite societarie di 'Grand Tour Italia'. Questa entità fieristica ha preso il posto di Fico nel settore agroalimentare, accumulando significative perdite finanziarie. La situazione richiede un'attenta valutazione per garantire la sostenibilità futura di queste partecipazioni strategiche per il territorio.

Domande e Risposte

Qual è la situazione del disavanzo sanitario in Emilia-Romagna?

Nel 2025, il disavanzo complessivo del sistema sanitario regionale dell'Emilia-Romagna si è attestato a quasi 118 milioni di euro. Questo rappresenta una riduzione significativa rispetto al passato, quando il deficit era più elevato e in parte non emerso.

Quali sono le principali criticità segnalate dalla Corte dei Conti?

Le principali criticità riguardano il sottodimensionamento del fondo rischi legali, dovuto a una gestione non ottimale delle controversie, e l'elevato ricorso ai medici 'gettonisti'. Quest'ultimi comportano costi orari molto superiori rispetto al personale interno e possono mortificare il personale di ruolo.

Come sono le partecipate regionali?

Per quanto riguarda le partecipate, BolognaFiere mostra miglioramenti, ma il suo equilibrio finanziario dipende ancora da contributi esterni. Rimangono critiche le perdite registrate da 'Grand Tour Italia', entità che opera nel settore fieristico agroalimentare.