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Bologna si trasforma in un centro nevralgico per la fotografia contemporanea con PhMuseum Days 2026. L'evento, dal 1 al 4 ottobre, esplora il tema 'Archipelago' attraverso mostre, artisti e location inedite, promuovendo il dialogo tra culture e linguaggi visivi.

PhMuseum Days 2026: un arcipelago di visioni a Bologna

La quinta edizione di PhMuseum Days 2026 trasforma Bologna in un vasto 'Archipelago' dedicato alla fotografia contemporanea. L'evento, che si svolgerà dall'1 al 4 ottobre, mira a presentare la fotografia come uno spazio di incontro. Qui si confrontano diversi punti di vista, culture e linguaggi artistici. Il festival internazionale coinvolge un nutrito parterre di partecipanti. Sono attesi 72 artisti provenienti da ben 32 nazioni diverse. Le loro opere saranno esposte in sette sedi dislocate nel tessuto urbano della città.

Nato originariamente come piattaforma online nel 2012, il progetto PhMuseum ha ampliato la sua portata. Ha inaugurato nel 2020 il proprio spazio espositivo, PhMuseum Lab. Dal 2021, l'organizzazione del festival è diventata un appuntamento annuale consolidato. Questo evento rappresenta un momento cruciale per la scena fotografica globale. Offre una prospettiva unica sulle tendenze attuali e future del medium.

Il tema 'Archipelago' e il programma espositivo

Il tema 'Archipelago' per l'edizione 2026 è stato scelto dal direttore artistico e curatore, Giuseppe Oliverio. L'ispirazione deriva dal saggio omonimo di Massimo Cacciari. Oliverio spiega che il concetto interpreta la crisi attuale non come una frattura definitiva. La vede piuttosto come una fase integrante del percorso contemporaneo. Il programma espositivo è particolarmente ricco e variegato. Comprende 11 mostre individuali e tre collettive. A queste si aggiunge un programma di screening dedicati.

Il fulcro della manifestazione sarà l'ex ospedale Bastardini. Questa storica struttura riapre al pubblico dopo oltre un decennio di chiusura. Ospiterà ben sette delle esposizioni previste. Tra gli artisti presenti figurano nomi di rilievo come Max Pinckers, Jonah Samson e Daniel Martìnez. Le tematiche affrontate dalle opere spaziano dall'intenso rapporto tra fotografia e realtà. Si esplorano i confini della lingua, la memoria storica e politica. Vengono analizzati i cambiamenti personali, il concetto di 'casa' e le ripercussioni dei conflitti globali.

Luoghi, editoria e workshop: un festival diffuso

Il festival non si limita ai Bastardini, ma si estende a numerosi altri luoghi significativi di Bologna. Coinvolge attivamente realtà culturali e istituzioni locali. Un esempio notevole è la Serra Madre dei Giardini Margherita. Qui si terrà Photobookmania, un'importante fiera dedicata all'editoria fotografica indipendente. L'evento vedrà la partecipazione di 22 editori provenienti da tutta Europa. Questo spazio offre un'opportunità unica per scoprire le ultime novità editoriali nel campo della fotografia.

Tra gli appuntamenti imperdibili, spicca l'opening night fissata per l'1 ottobre presso i Bastardini. Sarà un'occasione per incontrare direttamente gli artisti. Il 2 ottobre, inoltre, si terrà un workshop gratuito tenuto da Adam Broomberg. Questa iniziativa è realizzata in collaborazione con il Master dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. Il 3 ottobre sarà il momento della presentazione di 'We Didn't Choose to be Born Here'. Si tratta del primo libro del fotografo mozambicano Théo Makepe, vincitore del Photobook Award del festival. Il curatore Giuseppe Oliverio conclude sottolineando come 'Archipelago' sia più un auspicio. Vuole offrire uno spazio di dialogo. Un luogo dove il confronto e l'accoglienza delle differenze di pensiero possano aprire nuovi orizzonti mentali.