Il Parmigiano Reggiano ha registrato nel 2025 una crescita del 2,7% sia nella produzione che nell'export, superando la metà del giro d'affari totale. Nonostante un mercato italiano in contrazione, il valore complessivo si mantiene elevato grazie all'aumento dei prezzi e alla forte domanda internazionale.
Produzione e valore del Parmigiano Reggiano nel 2025
Il settore del Parmigiano Reggiano ha mostrato una notevole resilienza nel corso del 2025. Nonostante un contesto economico globale segnato da incertezze e tensioni commerciali, il valore complessivo generato dal prodotto ha raggiunto la cifra considerevole di 3,96 miliardi di euro. Questo risultato è stato ottenuto grazie a una produzione in aumento e a una forte spinta proveniente dai mercati esteri.
La produzione totale di Parmigiano Reggiano ha registrato un incremento del 2,7% rispetto all'anno precedente. Sono state prodotte 4,19 milioni di forme, superando le 4,079 milioni di forme del 2024. Questo dato testimonia la capacità del settore di rispondere alla domanda, mantenendo elevati standard qualitativi.
Le province emiliane continuano a essere il cuore pulsante della produzione. Parma si conferma al primo posto con 1,391 milioni di forme. Seguono da vicino Reggio Emilia con 1,242 milioni di forme e Modena con 0,918 milioni di forme. Significative anche le produzioni di Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme). Queste cifre sottolineano la concentrazione geografica della filiera, fondamentale per il mantenimento delle tradizioni e del controllo di qualità.
Il mercato italiano, pur rappresentando una quota importante, ha mostrato dinamiche complesse. Si è assistito a una contrazione dei volumi di vendita, stimata intorno al 10%. Questo calo è attribuibile principalmente all'aumento dei prezzi al consumo, che ha portato i consumatori a ridurre la frequenza di acquisto e le quantità acquistate per singolo atto. Tuttavia, la base dei consumatori fedeli è rimasta sostanzialmente stabile, permettendo al giro d'affari di mantenersi solido.
Parallelamente, i prezzi alla produzione hanno visto un rafforzamento significativo. Per il Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi, la media annuale del 2025 si è attestata a 13,22 €/kg, con un incremento del 20,6% rispetto all'anno precedente. Per la stagionatura di 24 mesi, l'aumento è stato ancora più marcato, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg, con un +24,8%. Questi incrementi riflettono la qualità intrinseca del prodotto e la sua crescente valorizzazione sul mercato.
L'export del Parmigiano Reggiano: un mercato in espansione
Il 2025 è stato un anno cruciale per l'internazionalizzazione del Parmigiano Reggiano. La quota destinata all'export ha superato per la prima volta la metà del totale delle vendite, attestandosi al 50,5%. Questo dato corrisponde a 74.980 tonnellate, con una crescita del 2,7% rispetto all'anno precedente. L'export si conferma quindi come il motore principale della crescita per il prodotto.
I principali mercati esteri hanno mostrato performance positive. Il Regno Unito ha registrato un incremento del 7,8%, con 8.400 tonnellate esportate. Anche il Canada ha visto una crescita notevole dell'8,3%, raggiungendo le 3.900 tonnellate. La Svezia ha segnato un +8,8%, con 2.500 tonnellate. Gli Stati Uniti, il mercato estero più importante per il Parmigiano Reggiano, hanno confermato un trend positivo, seppur più contenuto, con un +2,3% e 16.800 tonnellate.
Altri mercati chiave hanno mostrato maggiore stabilità. La Francia ha registrato una lieve flessione dello 0,3%, con 14.800 tonnellate, mentre la Germania è rimasta sostanzialmente invariata con un +0,1%, per un totale di 10.400 tonnellate. Questi dati evidenziano la consolidata presenza del prodotto in Europa, nonostante le sfide competitive.
Tuttavia, il quadro negli Stati Uniti presenta criticità significative. L'introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano a una tariffa preesistente del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%. La prospettiva di ulteriori aumenti crea un clima di forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni. Molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di effettuare nuovi ordini, rappresentando un potenziale rischio per il 2026.
Le tensioni geopolitiche globali contribuiscono ulteriormente a questo scenario di incertezza, rendendo necessarie strategie mirate per mitigare i rischi e salvaguardare le esportazioni verso mercati strategici. Il Consorzio sta monitorando attentamente la situazione per poter intervenire tempestivamente.
Strategie di marketing e sviluppo futuro del Parmigiano Reggiano
Di fronte a un mercato globale complesso, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha intensificato gli investimenti in marketing e comunicazione. Sono stati destinati circa 34,3 milioni di euro per rafforzare il posizionamento del prodotto come specialità premium e brand iconico del Made in Italy. L'obiettivo è consolidare la percezione di alta qualità e distintività del prodotto.
Un focus particolare è posto sulla comunicazione al consumatore riguardo alle caratteristiche uniche del Parmigiano Reggiano: stagionatura, origine, processo produttivo e proprietà organolettiche. Queste informazioni sono fondamentali per sottolineare il valore aggiunto del prodotto e giustificare il suo posizionamento premium.
Il 2025 segna anche un'evoluzione strategica con il lancio del nuovo “Progetto Turismo”. Questa iniziativa mira a trasformare il Parmigiano Reggiano in una vera e propria destinazione turistica. Il progetto, interamente finanziato da capitali privati, intende valorizzare il territorio come leva di costruzione del brand, integrando caseifici, aziende agricole, strutture ricettive ed esperienze gastronomiche.
L'obiettivo è intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato, sfruttando l'attrattiva di un territorio che già accoglie circa 4 milioni di visitatori annuali. La meta è incrementare il numero di visitatori legati al prodotto, passando dagli attuali 85.000 a 300.000 entro il 2029. Questo piano di sviluppo punta a rafforzare il legame indissolubile tra il prodotto e il suo territorio d'origine, trasformando la degustazione in un'esperienza completa.
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, ha commentato: «Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati». Ha inoltre aggiunto: «Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto».
Il futuro del Parmigiano Reggiano dipenderà dalla capacità di bilanciare la crescita sui mercati esteri con la gestione delle complessità interne e internazionali, continuando a puntare sull'eccellenza e sull'unicità del prodotto.