Arresto e custodia cautelare a Parma
È stata confermata la custodia cautelare in carcere per Guillaume Harushimana, 51enne originario del Burundi ma residente da tempo a Parma. L'uomo era stato fermato lo scorso febbraio dai carabinieri e ora il tribunale del Riesame di Bologna ha convalidato il suo arresto.
Harushimana è accusato di aver fornito supporto logistico e organizzativo per il massacro delle tre suore saveriane, avvenuto in Burundi nel 2014. Tra le vittime figurava anche suor Olga Raschietti, 83enne originaria di Montecchio Maggiore.
Le indagini sul triplice omicidio
Le indagini, condotte dai carabinieri, suggeriscono che il movente dei delitti possa essere collegato al rifiuto delle missionarie di collaborare con le milizie burundesi dirette in Congo. Secondo gli inquirenti, Harushimana avrebbe avuto un ruolo chiave nell'ideazione e nell'organizzazione materiale degli omicidi.
Tra le azioni contestate all'uomo vi sarebbero sopralluoghi, la garanzia di fondi destinati agli esecutori, il recupero della chiave per accedere all'abitazione delle religiose e l'acquisizione di camici da chierichetto per travestire gli assassini.
Il contesto del massacro
Le tre religiose, suor Olga Raschietti (83 anni, di Montecchio Maggiore), suor Lucia Pulici (75 anni, di Desio) e suor Bernardetta Boggian (79 anni, di Padova), furono brutalmente uccise tra il 7 e l'8 settembre 2014 nel loro convento alla periferia di Bujumbura. Le missionarie erano impegnate in Burundi da sette anni.
Suor Olga e suor Lucia furono sgozzate nel pomeriggio del 7 settembre. Suor Bernardetta, che aveva ritrovato i corpi delle consorelle, fu uccisa nella notte tra il 7 e l'8 settembre, probabilmente dopo essere rientrata nell'alloggio. Il suo corpo fu ritrovato decapitato.
Presunti mandanti e collaborazioni
Le indagini puntano il dito verso la polizia segreta del Burundi come mandante dei delitti, con il generale Adolphe Nshimirimana indicato come presunto organizzatore. Harushimana era considerato un suo stretto collaboratore e il factotum della missione saveriana a Bujumbura.
In un primo momento, in Burundi, fu arrestato un uomo di 33 anni, Christian Claude, con l'accusa di aver agito per motivi legati alla proprietà terriera. Tuttavia, tale arresto fu considerato un depistaggio e le indagini sono state riaperte nel 2024, portando all'attuale sviluppo con l'arresto di Harushimana.
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