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Una vasta esposizione di Giorgio Morandi sbarca a Shanghai. La mostra, la più grande mai dedicata all'artista bolognese fuori dall'Italia, presenta oltre 140 opere. L'evento si svolgerà al Museum of Art Pudong dal 17 giugno al 28 ottobre.

Morandi in mostra a Shanghai con un'ampia retrospettiva

La città di Shanghai ospita da 17 giugno una significativa esposizione dedicata al pittore Giorgio Morandi. L'evento, intitolato «Giorgio Morandi. Solo», si terrà presso il Museum of Art Pudong (Map). Questa rappresenta la più imponente rassegna dedicata all'artista bolognese mai organizzata al di fuori dei confini nazionali.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 28 ottobre. L'iniziativa è curata da Lorenzo Balbi, direttore del Museo Morandi di Bologna, e da Francesco D'Arelli, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Shanghai. L'esposizione vanta un corpus di oltre 140 opere.

Queste includono dipinti, incisioni, acquerelli e disegni. Le opere provengono da circa 30 prestatori differenti, tra cui anche istituzioni e collezionisti cinesi. L'allestimento si estende su uno spazio di tremila metri quadrati.

L'obiettivo è offrire una visione completa e approfondita della ricerca artistica di Morandi. Il percorso espositivo mira a presentare al pubblico asiatico una rilettura inedita del suo lavoro. Verranno esposti capolavori raramente mostrati all'estero. Molte di queste opere saranno presentate per la prima volta in Cina.

Un viaggio nell'arte di Morandi tra natura morta e paesaggi

La mostra ripercorre l'intera evoluzione creativa di Giorgio Morandi. Saranno esposte le sue celebri nature morte, risalenti agli anni Venti. Tra queste spicca «Natura morta con panno giallo», scelta come immagine simbolo dell'evento. Verranno inoltre presentati i paesaggi degli ultimi decenni della sua produzione artistica.

Una sezione sarà dedicata anche a una poco conosciuta «Marina». Particolare attenzione sarà riservata ai colori distintivi di Morandi. Il direttore D'Arelli ha sottolineato l'esistenza di un termine specifico nella lingua cinese per descrivere il «colore Morandi». Questo ha motivato la decisione di includere nell'esposizione anche i pigmenti utilizzati dall'artista.

L'intento è mettere in risalto il rigore compositivo e l'intensità dello sguardo che caratterizzano le sue opere. Il titolo «Solo» sottolinea l'essenza del progetto: una mostra focalizzata esclusivamente sull'artista, senza confronti o accostamenti con altri maestri. Come spiegato da Balbi, Morandi trascorreva molto tempo in solitudine nel suo studio, dedicandosi alla sua arte.

Il laboratorio creativo di Morandi in mostra

L'esposizione è suddivisa in 35 sezioni. Queste permettono ai visitatori di immergersi nel laboratorio creativo di Morandi. Saranno esposti documenti originali e oggetti personali dell'artista. Saranno inoltre presentate opere restaurate appositamente per l'occasione. Per la prima volta fuori da Bologna, sarà visibile il torchio utilizzato da Morandi per le sue incisioni.

Il percorso è arricchito da fotografie di Gianni Berengo Gardin. Queste immagini ritraggono gli studi di Morandi a Bologna e Grizzana. Un filmato realizzato da Germano Maccioni offrirà uno sguardo sui luoghi legati alla vita e all'opera dell'artista.

L'interesse cinese per Morandi e il futuro dell'esposizione

La scelta di Shanghai come sede della mostra non è casuale. Riflette il crescente interesse della Cina nei confronti dell'arte di Giorgio Morandi. Secondo D'Arelli, «In Cina Morandi è famosissimo, molto più di Caravaggio». Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha espresso soddisfazione per l'evento. Ha dichiarato che Bologna sarà rappresentata in Cina, portando l'arte italiana e la sua identità culturale.

Lepore ha definito l'appuntamento come «uno degli appuntamenti con la storia che Bologna ha nel rapporto con la Cina». Ha inoltre sottolineato come Giorgio Morandi sia già uno degli artisti italiani più riconosciuti a livello internazionale. L'artista può rappresentare un valore ancora maggiore per Bologna e la sua identità culturale. Al termine dell'anno, la mostra, con opportuni adattamenti, si sposterà a Seul, in Corea del Sud.