Un'imprenditrice di Modena è stata condannata per aver fornito camici di scarsa qualità all'azienda ospedaliera di Parma durante la pandemia. La sentenza prevede una pena detentiva e una multa, oltre al risarcimento dei danni. La difesa annuncia ricorso in appello.
Condanna per frode nella fornitura di camici
La giudice Francesca Tortora ha emesso una sentenza di condanna. L'imprenditrice Erika Machetti dovrà scontare un anno e cinque mesi di reclusione. Le è stata inoltre inflitta una multa di 3.000 euro. La donna era imputata per una presunta frode. Riguardava la fornitura di camici non conformi. Questi erano destinati all'azienda ospedaliera di Parma. L'ente doveva poi distribuirli alle Ausl regionali. La vicenda risale al periodo dell'emergenza Covid-19. L'imputata guidava un'azienda del Modenese. Le accuse includevano truffa. Vi erano anche frode nelle pubbliche forniture. Infine, vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
Indagine partita da una denuncia
L'inchiesta ha preso avvio da una segnalazione. A denunciare fu un'altra impresa. Questa era attiva nella provincia di Bologna. Produceva articoli simili. La ditta bolognese venne a conoscenza della presenza di camici. Questi recavano il suo marchio. Erano però di qualità scadente. Erano stati distribuiti in vari ospedali della regione. Il tribunale ha stabilito anche delle somme a titolo provvisionale. L'Ausl di Parma, rappresentata dall'avvocato Andrea Sergio Ghiretti, riceverà 555mila euro. L'altra azienda, parte civile, assistita dall'avvocato Francesco Gaspardini, otterrà 231mila euro.
Sequestro di migliaia di dispositivi
Durante le indagini, le autorità hanno proceduto al sequestro. Furono bloccati 128mila camici monouso. Questi facevano parte di un lotto più ampio. Comprendeva quattro ordini distinti. In totale, furono sequestrati oltre 215mila dispositivi. Questi erano stati forniti all'ospedale di Parma. Secondo la Procura, l'azienda modenese avrebbe generato un profitto illecito. Si stima in circa 1,1 milioni di euro. L'imputata era difesa dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Tommaso Rotella. I legali hanno commentato la sentenza. Hanno affermato: «Le sentenze vanno rispettate e attenderemo di leggere le motivazioni. Ci preme, però, sottolineare già da ora l'esistenza di dati di fatto ed elementi giuridici a favore della difesa che giocheranno un ruolo positivo in sede di appello».