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L'avvocato di una vittima dell'attentato di Modena contesta la decisione della Procura di Bologna di escludere l'aggravante terroristica. Si sollevano dubbi sulle motivazioni e si chiede una revisione del caso.

Critiche alla decisione della Procura di Bologna

La Procura Distrettuale Antimafia (DDA) di Bologna ha emesso un provvedimento che esclude l'aggravante terroristica per Salim El Koudri. L'uomo, 31 anni, è l'autore dell'attentato avvenuto il 16 maggio nel centro di Modena. Questo provvedimento ha suscitato forti reazioni.

La decisione è stata firmata dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. Quest'ultima ha delega specifica per i reati di terrorismo. L'avvocato Deborah De Cicco, che assiste Giovanni Esposito, fratello di Monica, la vittima deceduta, ha espresso il suo profondo disaccordo.

Monica Esposito, 55 anni, perse la vita due mesi dopo essere stata investita dall'indagato. L'avvocato De Cicco aveva precedentemente presentato un esposto. La richiesta era di trasmettere gli atti alla DDA di Bologna. Il provvedimento ora notificato è una risposta a tale esposto.

Dubbi sulle motivazioni e richiesta di giustizia

L'avvocato De Cicco si dichiara «sconfortata per l'infondatezza delle motivazioni addotte». Tuttavia, assicura che non si arrenderanno. La ricerca della verità proseguirà fino in fondo. L'avvocato ritiene che la finalità terroristica sia stata esclusa in modo «abnorme».

Secondo la difesa, l'azione di El Koudri sarebbe stata mossa da una «frustrazione personale». L'azione intimidatoria non sarebbe stata ritenuta su larga scala. L'avvocato De Cicco contesta anche le motivazioni relative alle ricerche web. La PM avrebbe scritto che le ricerche erano «passive e occasionali e senza contributo personale».

«Il contributo personale, alle ricerche web, vorrei riferire alla Pm, è avere pubblicato la bandiera nera dell'Isis e creato un grafico temporale sul percorso di radicalizzazione e ancora altro», afferma De Cicco. Aggiunge che soprattutto El Koudri ha compiuto una strage con un morto e feriti mutilati. L'avvocato chiede una rapida presa di coscienza.

L'avvocato di altre vittime: "Requisiti sussistono"

Anche l'avvocato Liborio Cataliotti, che rappresenta altri fratelli di Monica Esposito, è convinto della sussistenza dell'aggravante terroristica. Cataliotti spiega che l'aggravante non richiede necessariamente un legame con associazioni terroristiche militari.

Sono sufficienti il fine eversivo, ovvero destabilizzare le istituzioni locali. È necessario anche il fine di indurre terrore nella popolazione locale. Secondo Cataliotti, questi requisiti sono «ampiamente» presenti nel caso.

L'avvocato Cataliotti intende sollevare la questione davanti al giudice dell'udienza preliminare. La sua intenzione è quella di far valere la tesi dell'aggravante terroristica.

Il contesto dell'attentato di Modena

L'attentato di Modena, avvenuto il 16 maggio, ha scosso profondamente la comunità. Salim El Koudri, un uomo di 31 anni, ha investito intenzionalmente dei passanti nel centro della città. L'azione ha causato la morte di Monica Esposito e il ferimento grave di altre persone.

Le indagini si sono concentrate sulla possibile matrice terroristica dell'attacco. La decisione della DDA di Bologna di escludere l'aggravante terroristica solleva interrogativi sulla valutazione delle prove e delle intenzioni dell'aggressore.

La figura della procuratrice aggiunta Morena Plazzi è centrale in questa vicenda. La sua delega specifica al terrorismo rende la sua decisione ancora più significativa. L'avvocato De Cicco ha evidenziato presunti legami della PM con correnti politiche e movimenti legati alla giustizia, suggerendo possibili influenze esterne.

La questione dei «Giuristi per Gaza» sollevata dall'avvocato De Cicco aggiunge un ulteriore livello di complessità. Si tratta di capire se tali affiliazioni possano aver influenzato la valutazione del caso.

La radicalizzazione e la ricerca web

Le motivazioni della PM riguardo alle ricerche web effettuate da El Koudri sono un punto chiave della controversia. L'affermazione che le ricerche fossero «passive e occasionali» viene fortemente contestata dalla difesa.

La pubblicazione della bandiera nera dell'Isis e la creazione di un grafico temporale sul percorso di radicalizzazione sono considerate prove concrete di un'intenzione eversiva. Questi elementi suggeriscono un coinvolgimento attivo e una pianificazione.

L'avvocato De Cicco sottolinea la gravità delle conseguenze dell'attentato: una vittima morta e diversi feriti con mutilazioni. Questo quadro clinico e umano dovrebbe, secondo la difesa, rafforzare l'ipotesi terroristica.

La legge italiana sull'aggravante terroristica considera non solo il legame con organizzazioni note, ma anche l'intento di destabilizzare l'ordine pubblico e incutere terrore. L'avvocato Cataliotti ritiene che questi elementi siano chiaramente presenti nel caso di Modena.

Prossimi passi legali

La battaglia legale per ottenere il riconoscimento dell'aggravante terroristica è tutt'altro che conclusa. L'avvocato De Cicco e l'avvocato Cataliotti intendono portare avanti le loro argomentazioni con determinazione.

La prossima tappa cruciale sarà l'udienza preliminare. Sarà il giudice a dover valutare le prove e le argomentazioni presentate dalle parti. La decisione finale avrà un impatto significativo sulla pena che verrà inflitta a Salim El Koudri.

La comunità di Modena e i familiari delle vittime attendono con ansia gli sviluppi di questo caso. La speranza è che venga fatta piena giustizia e che la verità emerga completamente.

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