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L'avvocato della vittima dell'attentato di Modena contesta la decisione della Procura di escludere l'aggravante del terrorismo. Le motivazioni sono definite "abnormi" e si promette battaglia legale.

Critiche alla decisione della DDA di Bologna

Le ragioni addotte per negare la qualifica terroristica a Salim El Koudri, l'uomo di 31 anni autore dell'attentato del 16 maggio nel centro di Modena, sono state definite «abnormi». Questa affermazione proviene da Deborah De Cicco, legale che rappresenta Giovanni Esposito. Quest'ultimo è il fratello di Monica, la 55enne deceduta a seguito delle ferite riportate dopo essere stata investita dall'indagato.

La decisione di escludere l'aggravante terroristica è contenuta in un provvedimento della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bologna. La firma sul documento è della procuratrice aggiunta Morena Plazzi, delegata alle questioni di terrorismo. L'avvocato De Cicco ha sottolineato la presunta appartenenza della Dottoressa Plazzi a correnti politiche progressiste all'interno dell'ANM, Area Democratica per la Giustizia. Ha inoltre evidenziato il suo ruolo di presidente del Movimento per la Giustizia - art.3 Ets dal 2023 e la sua firma su un appello dei Giuristi per Gaza.

Le motivazioni dell'avvocato De Cicco

L'avvocato De Cicco ha espresso profondo sconforto per quella che considera l'infondatezza delle motivazioni presentate. Ha però assicurato che non si arrenderanno e perseguiranno la verità fino in fondo. Secondo la sua prospettiva, la finalità terroristica è stata esclusa in maniera «abnorme». La ragione principale sarebbe che l'azione sarebbe stata motivata da una frustrazione personale.

Inoltre, l'intimidazione non è stata ritenuta su larga scala. L'avvocato ha citato le parole del PM della DDA: «le ricerche web sono state passive e occasionali e senza contributo personale». A questo, De Cicco ha replicato con forza, sottolineando come la pubblicazione della bandiera nera dell'ISIS e la creazione di un grafico sulla radicalizzazione costituiscano un contributo personale significativo.

Ma soprattutto, l'avvocato ha rimarcato il fatto che l'attentatore abbia compiuto una strage, causando una vittima e feriti mutilati. Ha esortato a prendere coscienza di questi fatti con urgenza. La sua assistita, Monica Esposito, è morta due mesi dopo l'incidente, lasciando un profondo dolore.

La posizione dell'avvocato Cataliotti

Anche l'avvocato Liborio Cataliotti, che tutela altri fratelli di Monica Esposito, condivide la convinzione della sussistenza dell'aggravante terroristica. Ha spiegato che l'aggravante, secondo la sua interpretazione, non richiede un legame diretto con associazioni terroristiche militari. È sufficiente il fine eversivo, ovvero destabilizzare le istituzioni locali. Altrettanto valido è il fine di indurre terrore nella popolazione.

Cataliotti ritiene che questi requisiti siano ampiamente soddisfatti nel caso specifico. Ha annunciato che solleverà la questione davanti al giudice dell'udienza preliminare. La sua intenzione è quella di far valere la gravità dei fatti e la potenziale matrice terroristica dell'azione. La famiglia Esposito chiede giustizia e il riconoscimento della piena portata dell'accaduto.

Il contesto dell'attentato

L'attentato avvenne il 16 maggio, quando Salim El Koudri investì deliberatamente diverse persone in centro a Modena. L'azione causò la morte di Monica Esposito e il ferimento grave di altre persone. L'indagine ha inizialmente considerato la pista terroristica, ma la DDA di Bologna ha successivamente escluso questa aggravante. La decisione ha suscitato reazioni forti da parte dei legali delle vittime e dei familiari, che chiedono una revisione.

La procura di Bologna, attraverso la DDA, ha ritenuto che le ricerche online effettuate dall'indagato fossero «passive e occasionali». Non avrebbero dimostrato un'adesione concreta a ideologie estremiste o un piano terroristico strutturato. Questa interpretazione è stata duramente contestata dai legali delle vittime. Essi evidenziano la gravità delle conseguenze dell'attentato e i segnali che, a loro dire, indicherebbero una chiara matrice terroristica.

Prospettive legali future

L'avvocato De Cicco intende continuare la battaglia legale per ottenere il riconoscimento dell'aggravante terroristica. La sua strategia si concentrerà sulla dimostrazione del contributo personale dell'indagato alle sue ricerche e sulla gravità della sua azione. L'avvocato Cataliotti, invece, presenterà la questione al giudice dell'udienza preliminare. Entrambi i legali sono determinati a far emergere la verità e a ottenere giustizia per le vittime e i loro familiari.

La vicenda giudiziaria è ancora in corso e le prossime fasi processuali saranno cruciali per definire la posizione dell'indagato e la qualificazione dei fatti. La famiglia Esposito attende con ansia gli sviluppi, sperando in un esito che riconosca appieno la drammaticità dell'evento e le sue possibili implicazioni.

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