Economia

Export Emilia-Romagna 2025: resilienza nonostante le crisi

17 marzo 2026, 10:06 4 min di lettura
Export Emilia-Romagna 2025: resilienza nonostante le crisi Immagine da Wikimedia Commons Bologna
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L'export emiliano-romagnolo nel 2025 ha mostrato notevole tenuta, raggiungendo 84,2 miliardi di euro con una crescita dell'1,3%. Nonostante le tensioni geopolitiche e le politiche commerciali statunitensi, la regione si conferma un pilastro dell'economia italiana, grazie alla forza di settori chiave come la farmaceutica e l'agroalimentare.

Export Emilia-Romagna: un 2025 di tenuta

Nel corso del 2025, l'Emilia-Romagna ha registrato un volume di esportazioni pari a 84,2 miliardi di euro. Questo dato, seppur inferiore alla crescita nazionale del 3,3%, segna comunque un incremento dell'1,3% rispetto all'anno precedente. L'incremento equivale a circa 1 miliardo di euro in più, un risultato significativo se si considera il contesto economico globale. L'agenzia di stampa ANSA ha riportato queste cifre, basandosi sui dati forniti da Confindustria regionale. La performance positiva si è manifestata soprattutto nella seconda metà dell'anno. Dopo un primo semestre caratterizzato da un lieve calo, le esportazioni hanno invertito la tendenza. Il quarto trimestre del 2025 ha visto una crescita del 3,9%, dimostrando una ripresa robusta. Questo recupero è avvenuto in un periodo segnato da persistenti crisi geopolitiche e da politiche commerciali restrittive, in particolare da parte degli Stati Uniti. La capacità di recupero delle imprese emiliano-romagnole è stata notevole. Hanno saputo adattarsi a un ambiente economico volatile. La resilienza dimostrata è un segnale di forza del tessuto produttivo regionale. La regione continua a giocare un ruolo cruciale nel panorama economico nazionale.

La regione si conferma seconda potenza esportatrice

L'Emilia-Romagna consolida la sua posizione di seconda regione italiana per contributo alle esportazioni nazionali. Nel 2025, ha contribuito per il 13,1% del totale italiano. Questo dato la pone subito dietro la Lombardia, che detiene il primato con il 26,0%. Segue il Veneto, attestandosi al 12,4%. La classifica evidenzia la centralità del Nord Italia nel commercio estero del paese. La performance dell'Emilia-Romagna è particolarmente lodevole considerando le sfide affrontate. Le tensioni internazionali e l'aumento dei costi energetici e delle materie prime hanno messo a dura prova molte aziende. Nonostante ciò, il settore manifatturiero regionale ha dimostrato una notevole capacità di adattamento. Le imprese hanno lavorato per mantenere e rafforzare la loro presenza sui mercati esteri. Il direttore generale di Confindustria Emilia-Romagna, Gianluca Rusconi, ha commentato positivamente il risultato. Ha sottolineato la capacità delle aziende di reagire alle avversità. La strategia di diversificazione dei mercati e di consolidamento delle relazioni commerciali esistenti si è rivelata vincente. Le aziende puntano a mercati tradizionali, in particolare quelli europei. Si rivolgono anche a paesi con accordi di libero scambio attivi, come il Giappone. Questa strategia permette di mitigare i rischi legati a singole aree geografiche o a specifiche politiche commerciali.

Settori trainanti e settori in difficoltà

Analizzando i settori produttivi, la farmaceutica si è confermata il motore principale dell'export emiliano-romagnolo nel 2025. Ha registrato una crescita del +9%. Questo risultato sottolinea l'importanza strategica di questo comparto per l'economia regionale. Anche il settore agroalimentare ha mostrato una buona performance, con un incremento del +6,8%. Questo settore beneficia della forte reputazione dei prodotti italiani all'estero. Gli apparecchi elettrici hanno contribuito positivamente, con una crescita del +4,8%. Questi settori rappresentano la spina dorsale dell'export regionale. Hanno dimostrato capacità di innovazione e adattamento alle richieste del mercato globale. Tuttavia, alcuni settori hanno affrontato difficoltà significative. Il tessile abbigliamento ha registrato un calo del -5,7%. Similmente, il settore dei computer ed elettronica ha visto una flessione del -5,7%. Anche il comparto chimico ha subito una contrazione del -3,7%. Questi settori potrebbero necessitare di nuove strategie per recuperare competitività. L'export di ceramica ha mostrato una leggera flessione dello -0,5%. La metallurgia ha registrato un calo dell'-1,4%. Questi dati indicano la necessità di monitorare attentamente l'andamento di questi comparti. Le sfide globali, come la concorrenza internazionale e i cambiamenti nelle abitudini di consumo, influenzano pesantemente questi settori. La diversificazione produttiva e l'innovazione tecnologica sono fondamentali per affrontare queste sfide.

Destinazioni dell'export: l'Europa traina la crescita

Nel 2025, le esportazioni dell'Emilia-Romagna verso i paesi dell'Unione Europea (UE 28) hanno registrato una crescita significativa del +4,7%. Questo dato conferma l'importanza del mercato europeo per le imprese regionali. In particolare, la Germania si è confermata una destinazione chiave, con un aumento delle esportazioni. La vicinanza geografica, gli accordi commerciali e la forte integrazione economica rendono l'UE un partner commerciale fondamentale. La stabilità relativa del mercato europeo, nonostante le sfide globali, ha favorito questa crescita. Al contrario, le esportazioni verso i paesi extra UE 28 hanno subito una contrazione del -3,1%. Questa flessione può essere attribuita a diversi fattori. Tra questi, le tensioni geopolitiche in alcune aree del mondo e le politiche commerciali protezionistiche. L'incertezza economica globale ha reso più complessa l'espansione in mercati extra-europei. Le aziende hanno quindi concentrato i loro sforzi sui mercati più stabili e prevedibili. La strategia di consolidamento verso i mercati tradizionali, come evidenziato da Confindustria Emilia-Romagna, sembra essere la chiave di volta. La capacità di adattamento delle imprese emiliano-romagnole è stata fondamentale per navigare in un contesto internazionale complesso. La regione continua a dimostrare la sua vocazione all'export, adattandosi alle mutevoli condizioni del mercato globale.

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