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L'Emilia-Romagna rafforza la lotta alla criminalità organizzata. Ogni prefettura della regione riceverà due funzionari regionali per accelerare le procedure di interdizione antimafia. L'obiettivo è contrastare efficacemente la presenza mafiosa sul territorio.

Nuovo accordo per potenziare le interdittive antimafia

La Regione Emilia-Romagna ha siglato un accordo significativo. Questo patto prevede l'invio di due unità di personale regionale presso ciascuna delle prefetture presenti sul territorio.

L'obiettivo primario è fornire un supporto concreto all'attività di emissione delle interdittive antimafia. L'intesa è stata formalizzata a Bologna. Presenti alla firma il presidente regionale Michele de Pascale e tutti i 9 prefetti.

L'accordo è stato raggiunto dopo un'importante intesa con il ministero dell'Interno. Questo dimostra una volontà congiunta di rafforzare gli strumenti di contrasto.

La mafia è presente in Emilia-Romagna

Il presidente Michele de Pascale ha sottolineato la gravità della situazione. Ha dichiarato: «L'interdittiva è un'arma potente». Ha poi aggiunto parole chiare sulla presenza mafiosa: «La mafia nel nostro territorio c'è».

De Pascale ha specificato che non si tratta di semplici infiltrazioni. Ha chiarito che la criminalità organizzata è parte integrante del territorio da molti anni. Per questo motivo, è fondamentale potenziare ogni strumento di difesa.

Ha criticato una visione anacronistica del fenomeno mafioso, limitato solo al Sud Italia. L'Emilia-Romagna è un territorio che richiede attenzione costante.

Oltre 250 interdittive in tre anni

Il prefetto di Bologna, Enrico Ricci, ha fornito dati precisi. Nel triennio che va dal 2024 al 2026, sono state emesse più di 250 interdittive antimafia nella regione.

A queste si aggiungono provvedimenti specifici. Si tratta di misure basate sull'articolo 94 bis del codice antimafia. Queste prevedono un controllo amministrativo delle aziende che subiscono condizionamenti mafiosi, anche se occasionali.

Ricci ha evidenziato che il numero di interdittive in Emilia-Romagna è tra i più elevati nel Centro-Nord. Questo dato lo rende orgoglioso.

Un modello di efficacia e prontezza

De Pascale ha ribadito il suo orgoglio per i risultati ottenuti. Ha spiegato che dove l'attività delle prefetture mostra risultati inferiori, non è dovuto a una minore presenza mafiosa. La differenza risiede nella capacità di intervenire e nella prontezza.

Ha espresso gratitudine ai prefetti. Li ha ringraziati per il loro impegno, per aver «messo la faccia e la firma» in queste delicate operazioni. Il loro lavoro è fondamentale per la sicurezza del territorio.

Un precedente già esistente

La presenza di personale regionale nelle prefetture non è una novità assoluta. Già nel 2012, durante la gestione commissariale per il terremoto dell'Emilia, si decise di allocare parte del personale non presso la Regione, ma nelle prefetture interessate.

Alla fine del 2025, con la conclusione del commissariamento, questa distribuzione era venuta meno. Ora, grazie a questo nuovo accordo, la collaborazione riprenderà. Le risorse impiegate saranno regionali, non più statali, garantendo continuità e un nuovo impulso.