I cittadini dell'Emilia-Romagna accolgono l'intelligenza artificiale per settori chiave come sicurezza e medicina, ma esprimono preoccupazioni significative riguardo al futuro del lavoro. Le istituzioni sono chiamate a guidare questa transizione con attenzione ai diritti e alle competenze.
Percezione positiva dell'IA in settori strategici
La popolazione dell'Emilia-Romagna mostra un orientamento favorevole all'impiego dell'intelligenza artificiale. Un ampio consenso si registra per applicazioni legate alla sicurezza, con il 72% dei consensi. Anche il settore medico beneficia di questa apertura, registrando il 70% di approvazione. L'istruzione, sebbene con percentuali leggermente inferiori, vede comunque più della metà degli intervistati (50%) propendere per l'adozione dell'IA.
Questi dati emergono da una ricerca approfondita. L'indagine si intitola «Emilia-Romagna e l'Intelligenza Artificiale: percezioni, preoccupazioni e aspettative dei cittadini». È stata commissionata dal coordinamento dell'Agenda Digitale regionale e da Lepida. Il centro studi indipendente Observa - Science in society ha condotto lo studio. L'analisi si è basata su un campione di 500 persone. I risultati sono stati presentati dalla Regione ai rappresentanti dei Comuni.
Timori occupazionali e necessità di regolamentazione
Nonostante l'entusiasmo per le potenzialità dell'IA, emergono forti riserve riguardo al suo impatto sul mondo del lavoro. Meno di un terzo degli intervistati crede che l'effetto sull'occupazione sarà positivo. Esiste una concreta preoccupazione per la precarizzazione delle condizioni lavorative. Questo dato suggerisce una diffusa cautela tra i cittadini.
L'accettazione dell'uso di grandi modelli linguistici è strettamente legata alla loro regolamentazione. Il 73% degli emiliano-romagnoli accetta questi strumenti solo se sottoposti a normative stringenti. Una minoranza esigua, tra il 12% e il 14%, si dichiara disposta a incoraggiarli o rifiutarli senza riserve. Una fetta considerevole, il 42%, prevede conseguenze miste, sia positive che negative.
Livello di informazione e fonti di apprendimento
Il livello di consapevolezza sull'intelligenza artificiale varia significativamente. Solo il 41,5% degli intervistati si dichiara sufficientemente o molto informato. Gli uomini tendono a sentirsi più preparati delle donne. I giovani tra i 18 e i 24 anni mostrano una maggiore apertura e comprensione. Dopo i 55 anni, la conoscenza sull'argomento diminuisce in modo marcato.
La televisione rimane la fonte di informazione primaria per il 69% degli intervistati. Tuttavia, in Emilia-Romagna, il tema dell'IA circola con una frequenza maggiore rispetto al resto d'Italia attraverso conversazioni con parenti e amici. Questo indica che l'intelligenza artificiale è diventata parte integrante del dibattito quotidiano.
Priorità dei cittadini e ruolo delle istituzioni
Tra le principali richieste avanzate dai cittadini, spiccano due aree di intervento. La lotta alla disinformazione è indicata come prioritaria dal 59% degli intervistati. Parallelamente, viene sottolineata l'importanza di promuovere competenze digitali diffuse a tutta la popolazione. Questi aspetti riflettono un desiderio di controllo e di preparazione di fronte alle nuove tecnologie.
L'assessora regionale all'Agenda digitale, Elena Mazzoni, ha commentato i risultati. Ha affermato: «Non c'è un rifiuto pregiudiziale dell'innovazione, ma la richiesta di poterla comprendere e governare». Ha poi aggiunto che questo è il ruolo fondamentale delle istituzioni. Esse devono accompagnare la transizione digitale. Devono rafforzare le competenze e garantire i diritti. L'obiettivo è assicurare che nessuno venga lasciato indietro in questo processo di cambiamento.