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I Carabinieri del NAS hanno effettuato un ingente sequestro in Emilia-Romagna a seguito di controlli in aziende vinicole. Sono emerse gravi carenze igienico-sanitarie, prodotti deteriorati e tentativi di frode nella commercializzazione di vino.

Gravi carenze igieniche nelle cantine

Le indagini dei Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) di Bologna hanno portato alla luce condizioni igieniche allarmanti in diverse aziende vinicole. Durante i controlli, sono state riscontrate muffe nere sui soffitti e sulle pareti, a stretto contatto con le botti contenenti vino. La presenza di escrementi di roditori e felini, insieme a scarafaggi, ha ulteriormente compromesso l'ambiente di produzione. Queste condizioni rappresentano un serio rischio per la salubrità dei prodotti destinati al consumo.

Le ispezioni si sono concentrate su circa venti attività tra enoteche, aziende agricole, cantine e stabilimenti enologici. Le aree interessate dalle verifiche comprendono il territorio del Bolognese, il Faentino e la bassa Romagna. La collaborazione con l'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) dell'Emilia-Romagna e delle Marche ha permesso di ampliare il raggio d'azione e l'efficacia dei controlli.

Le autorità hanno documentato la presenza di centinaia di chili di uva in uno stato di avanzato decomposizione. Questo materiale, non idoneo alla vinificazione, rappresentava un potenziale pericolo di contaminazione per i lotti di vino in produzione. La gestione inadeguata delle materie prime è stata una delle criticità più evidenti emerse durante le operazioni.

Prodotti alimentari non conformi e abusivismo

Oltre alle problematiche legate alla produzione vinicola, i controlli hanno rivelato la presenza di cucine, laboratori e sale degustazione allestiti in maniera abusiva. Queste aree venivano utilizzate per servire pasti caldi senza le dovute autorizzazioni sanitarie. Sono stati riscontrati anche salumi, formaggi e conserve alimentari commercializzati senza la necessaria notifica sanitaria e senza un piano Haccp (Hazard Analysis and Critical Control Points) adeguato.

Particolare attenzione è stata dedicata allo stoccaggio dei prodotti fitosanitari. In diverse aziende, tali sostanze venivano conservate senza adeguate protezioni in aree aperte o in armadietti non chiusi a chiave. Questa modalità di stoccaggio esponeva i prodotti a rischi di contaminazione e rendeva i fitosanitari accessibili anche ai visitatori, soprattutto durante eventi e degustazioni.

Le irregolarità hanno riguardato anche la gestione dei prodotti finiti. Sono stati sequestrati alimenti con indicazioni di etichettatura discordanti e ingannevoli. Tra questi, confezioni di pasta e conserve di frutta realizzate senza le previste procedure di pastorizzazione e senza le dovute cautele per garantire la sicurezza alimentare.

Vini 'fasulli' e frodi nell'etichettatura

Una delle contestazioni più gravi riguarda le difformità nella designazione dei vini. I carabinieri hanno accertato irregolarità sull'indicazione dei vitigni e sull'uso improprio di marchi registrati. Queste pratiche miravano a ingannare il consumatore, evocando indebitamente vitigni e denominazioni protette, sia per vini generici che per prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP).

L'obiettivo di queste frodi era quello di attribuire ai vini caratteristiche qualitative o di origine non corrispondenti alla realtà. Questo tipo di condotta lede la fiducia dei consumatori e danneggia la reputazione dei produttori onesti che rispettano le normative. L'uso di marchi e denominazioni protette in modo illegittimo rappresenta una violazione diretta della proprietà intellettuale e delle normative sulla qualità dei prodotti agroalimentari.

Le indagini hanno permesso di identificare lotti di vino la cui etichettatura non corrispondeva al contenuto effettivo. Questo ha portato al sequestro di ingenti quantità di prodotto, per evitare che venissero immesse sul mercato e potessero trarre in inganno gli acquirenti. La trasparenza e la correttezza nell'informazione al consumatore sono principi fondamentali tutelati dalla legge.

Bilancio dei sequestri e delle sanzioni

L'operazione ha portato alla sospensione o alla chiusura di tre attività commerciali. Queste aziende sono state individuate come prive dei requisiti igienico-sanitari essenziali e dei necessari titoli autorizzativi per operare. La loro cessazione delle attività è stata disposta per garantire la sicurezza pubblica e la tutela della salute dei consumatori.

Il valore complessivo dei sequestri ammonta a circa 110mila euro. Sono stati confiscati circa 15mila litri di masse vinose sfuse, mosti ancora in fase di fermentazione e vino già imbottigliato. Questi prodotti sono stati rimossi dalla circolazione a causa delle non conformità riscontrate durante i controlli.

Ulteriori sequestri hanno riguardato 140 litri di liquori ad alta gradazione alcolica. Questi erano stati prodotti in maniera abusiva, tramite il metodo dell'infusione, senza rispettare le normative vigenti. Inoltre, sono stati sequestrati 1.200 chili di altri prodotti alimentari, tra cui confetture e conserve autoprodotte senza un'adeguata valutazione dei rischi. Tra i prodotti sequestrati figurano anche uve passite deteriorate e infestate da parassiti, oltre a pasta con etichettatura irregolare. Il valore di questi ulteriori sequestri è stimato intorno ai 10mila euro.

Complessivamente, sono state contestate 15 sanzioni amministrative, per un importo totale di 25mila euro. Queste sanzioni sono state comminate per le diverse violazioni riscontrate, che spaziano dalle carenze igieniche alle irregolarità nell'etichettatura e nella commercializzazione dei prodotti. Le autorità hanno sottolineato l'importanza del rispetto delle normative per garantire la qualità e la sicurezza del settore agroalimentare.

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