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Il settore del lavoro domestico in Emilia-Romagna registra un esercito di quasi 70mila professionisti. I dati evidenziano un aumento della figura della badante a fronte di una diminuzione delle colf. L'analisi rivela anche il profilo prevalente di questi lavoratori e dei loro datori di lavoro.

Crescono le badanti, calano le colf in regione

Il panorama del lavoro domestico in Emilia-Romagna mostra un'evoluzione significativa. I dati più recenti indicano una prevalenza di assistenti familiari rispetto alle collaboratrici domestiche. Questo trend è confermato da una flessione marcata per le colf. Le badanti, pur mostrando un leggero calo nel numero complessivo, rimangono la figura dominante nel settore.

Nel dettaglio, si contano 44.159 badanti assunte regolarmente. Dal 2021, tuttavia, il numero totale di lavoratori domestici è diminuito del 9%. La diminuzione è più accentuata per le colf, con una flessione del 32,1%. Questi numeri emergono dal settimo rapporto annuale dell'Osservatorio Domina.

L'associazione nazionale Famiglie datori di lavoro domestico ha presentato questi dati a Bologna. L'assessora al Welfare, Isabella Conti, ha partecipato all'evento. Il direttore dell'Osservatorio, Massimo De Luca, e il segretario generale Domina, Lorenzo Gasparrini, hanno illustrato le tendenze. Il settore è in continua trasformazione.

Profilo dei lavoratori domestici e dei datori di lavoro

La forza lavoro domestica in Emilia-Romagna è composta in larga parte da donne. L'89,8% del totale sono donne. La componente straniera è molto consistente, rappresentando il 79,8%. Provengono principalmente dall'Est Europa, costituendo il 54,3%. La quota di lavoratori italiani si attesta a un quinto del totale.

Per quanto riguarda i datori di lavoro, nel 2024 se ne registrano 71.597. Questo dato segna una contrazione del 18,1% rispetto al 2021. Il trend negativo è in linea con quello nazionale. Anche tra i datori di lavoro prevalgono le donne, con il 55,2%.

L'età media dei datori di lavoro è di 71,5 anni. La componente straniera è molto ridotta, attestandosi al 5,1%. La netta prevalenza è di datori di lavoro italiani. Una quota rilevante, il 9,5%, è costituita da grandi invalidi. Questo dato sottolinea il bisogno assistenziale presente nel territorio.

Impatto economico e politiche regionali

Complessivamente, il settore del lavoro domestico in Emilia-Romagna coinvolge 141.463 persone. Questo dato include sia datori che lavoratori. L'incidenza sulla popolazione regionale è del 3,2%. Nel 2024, le famiglie hanno speso 733 milioni di euro per il lavoro domestico formale.

Il contributo al PIL generato dal settore equivale a circa 1,4 miliardi di euro di valore aggiunto. Questo rappresenta lo 0,8% del totale regionale. L'assessora Conti ha sottolineato l'importanza strutturale del lavoro domestico. Lo ha evidenziato nel contesto di una popolazione anziana in crescita.

La Giunta regionale ha rafforzato il Fondo regionale per la non autosufficienza. Per il 2025 sono stati assegnati oltre 564 milioni di euro. Sono stati destinati anche 3 milioni al Fondo regionale Caregiver. Questo fondo è stato introdotto da una legge regionale nel 2024.

Proposte per un mercato del lavoro più equo

Il segretario generale Domina, Lorenzo Gasparrini, ha evidenziato l'elevato livello di irregolarità. Questo rappresenta un ostacolo allo sviluppo di un mercato equo e trasparente. Molte famiglie ricorrono al lavoro sommerso per contenere i costi. Ciò espone a rischi legali ed economici, privando i lavoratori di tutele fondamentali.

Domina propone misure per incentivare la regolarità. Tra queste, un meccanismo di cash back sui contributi INPS. Si suggerisce anche il trasferimento parziale e differito di una mensilità di NASpI. Infine, si propone una detrazione fiscale del 10% sui costi per il lavoro domestico. Queste azioni potrebbero rendere la regolarità una scelta conveniente.

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